SEZIONE L

MACCHINE E IMPIANTI PER L ALIMENTAZIONE ZOOTECNICA L 665 o Alimentazione differenziata a seconda delle stagioni. i: il Si tratta del classico sistema adottato da sempre nelle aree Fieno Erba di pianura italiane dove non è mai stato effettuato il pascolamento durante la bella stagioFalciatura Prelievo manuale e meccanico ne. Esso prevede una razione Caricamento, trasporto Somministrazione manuale e scarico o meccanica estiva di base con erba e/o fieno e una invernale con fieno Somministrazione manuale (tradizionalmente) e/o insilato o meccanica di mais. Attualmente questo sistema è considerato superaFIG. 5.36 Modalità di distribuzione nel caso di alimentazione differenziata a seconda to dagli allevatori di pianura, della stagione eseguita secondo lo schema classico. mentre trova ancora una sua ragion d essere in alcune aree di montagna limitatamente ai cantieri per l inverno e nelle aree di produzione del Parmigiano Reggiano. Con questo sistema gli alimenti sono in genere distribuiti singolarmente in mangiatoia, scaglionati nel tempo e in numerose soluzioni successive, in modo più o meno meccanizzato (Fig. 5.36). Per il foraggiamento verde (estivo) la macchina fondamentale rimane il carro autocaricante. una operatrice che ha incominciato a diffondersi intorno al 1960 ed è stata via via perfezionata essendo utilizzata per una ampia gamma di applicazioni. Con essa si effettua la raccolta dell andana, il carico, il trasporto e lo scarico sulla corsia di alimentazione o direttamente alla mangiatoia del verde. In quest ultimo caso il carro autocaricante ha un sistema di scarico laterale. Disponibili sul mercato anche carri falcia-caricanti. Per la distribuzione del fieno, possiamo distinguere tra sistemi per la distribuzione del fieno conservato sfuso e sistemi per il fieno confezionato in balle. Nel caso di fieno conservato sfuso, nelle aree montane, in presenza di stalle chiuse a stabulazione fissa, sono diffusi i sistemi meccanici a griffe o piccole gru installate fisse nei fienili, attrezzature queste che tipicamente servono a meccanizzare i fieniliessiccatoi impiegati per la tecnica della fienagione in due tempi. Le soluzioni adottate in pianura per lo scarico dei fienili per la conservazione del fieno sfuso, anche in questo caso presenti solo là dove si effettua la fienagione in due tempi, possono basarsi, invece, sull impiego di attrezzature aspecifiche o specifiche. Tra le prime vanno annoverate le piccole gru, sia accoppiate a trattori sia semoventi. Tra le seconde si hanno i tagliafieno per foraggi in cumuli portati da trattori montati sull attacco a tre punti o su caricatori frontali o, più raramente, portati da muletti. Si tratta di macchine costituite da un telaio in profilati metallici equipaggiato nella sua parte inferiore di puntali per il trasporto del fieno. Il medesimo telaio supporta anche degli organi di taglio verticali a barra oscillante, a comando idrostatico, che vengono fatti penetrare nel foraggio in cumulo mediante l avanzamento della macchina motrice. Una volta tagliato il blocco di fieno, questo viene sollevato e portato direttamente sulla corsia di alimentazione oppure caricato su carro per una sua successiva distribuzione. Con questi dispositivi si ottiene un capacità di lavoro di circa 1 t/h di foraggio. è n- di e C, ign ri nsi o o ao a e i. ni o oue, a e- L05_4_MacchineImpianti.indd 665 Erbai e prati L 5/31/18 10:17 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna