SEZIONE L

L 668 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... Le operatrici appartenenti al terzo gruppo sono le più numerose e diffuse. In genere sono dotate di un organo desilante costituito da un unico tamburo rotante, ad asse orizzontale, portato in testa a un braccio analogo a un caricatore frontale. L organo desilante durante il lavoro ruota con un regime di 500-600 giri/min traslando dall alto verso il basso secondo un moto rettilineo oppure curvilineo. Esso è dotato perifericamente di coltelli che, penetrando nella massa dell insilato, non solo ne distaccano uno strato verticale lasciando la parete fresata compatta e quindi poco penetrabile all aria, ma frantumano anche la granella intera. A valle dell organo desilatore si trova un meccanismo di lancio costituito da un tamburo rotante con asse di rotazione longitudinale o trasversale rispetto alla direzione di avanzamento. Lo schema di lavoro classico prevede che a valle delle desilatrici per il trasporto in stalla siano impiegati: convenzionali carri a sponde basse con scarico manuale a mezzo di forca o pala; carri foraggeri. Queste ultime operatrici sono costituite da un carro, trainato da trattore e azionato dalla p.d.p. del medesimo, sul cui pianale sono installati degli organi di trasporto a catene e traversine che provvedono a traslare l alimento verso la parte anteriore della macchina. Qui un secondo trasportatore, posto trasversalmente rispetto alla direzione di avanzamento, provvede a scaricare attraverso un boccaporto l alimento in mangiatoia. Al di sopra di questo trasportatore sono installati dei tamburi rotanti ad asse orizzontale che provvedono a disgregare la massa di prodotto per facilitare l operazione di distribuzione. Il sistema di scarico è solitamente posizionato nella parte anteriore del carro per consentire all operatore un buon controllo dell operazione. In molti casi, peraltro, gli organi fresanti e il braccio sono installati direttamente su speciali carridesilatori di forma e dimensione diverse. La capacità di lavoro delle fresa desilatrici si aggira intorno a valori di 8 18 t/h. Unifeed con cantieri separati. La tecnica dell unifeed, inizialmente prevista solo per gli allevamenti da carne, è stata successivamente adottata anche negli allevamenti da latte. Questa tecnica vede come macchina fondamentale il carro miscelatore. Si tratta di una macchina semovente o trainata in cui, a mezzo di una serie di attrezzature autonome dalla stessa, vengono caricati contemporaneamente tutti i componenti della dieta al fine di ottenere una razione equilibrata, completa e costante. Il carro miscelatore, così come è qui definito nella sua versione più semplice per la sola miscelazione, è costituito da un cassone entro il quale ruotano 2 o 3 coclee. Per il suo carico, quindi, è necessaria la presenza in azienda di una serie di altre attrezzature ancillari, la maggior parte delle quali è stata trattata precedentemente (desilatori, caricatori, tagliablocchi, ecc.). Nel caso di carri tecnologicamente più avanzati, alcune di queste attrezzature (frequentemente i desilatori) possono anche essere integrate con il carro miscelatore stesso andando a costituire i cosiddetti carri desilatori-miscelatori. Unifeed a cantieri riuniti. I carri trincia-miscelatori derivano dall evoluzione dei carri miscelatori dai quali si differenziano, come dice il loro nome, per essere equipaggiati con organi capaci di triturare prodotti a fibra lunga (fieno e paglia) miscelandoli contemporaneamente agli altri componenti la razione (Fig. 5.39). Nell attuale tecnica di distribuzione degli alimenti sono sempre più diffusi i carri desilatori trincia-miscelatori e distributori, in special modo di tipo semovente, che sono in grado di completare in modo autonomo la preparazione della razione. L05_4_MacchineImpianti.indd 668 5/31/18 10:17 AM u a d c s e li s

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna