5. Macchine per il verde

L 670 L.5 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... 5. Macchine per il verde Interesse e attenzione crescenti verso il verde , inteso nella sua accezione più estesa, hanno incentivato lo sviluppo delle macchine destinate alla sua creazione e manutenzione. Le macchine oggi disponibili sono rivolte sia all hobbista sia al professionista, e riguardano il verde orizzontale (tappeti erbosi) e il verde verticale (arbusti e alberi). 5.1 Creazione e manutenzione del tappeto erboso. Il tappeto erboso rappresenta la componente principale del verde orizzontale: in un parco urbano incide per il 40-50% sulla componente vegetale che, a sua volta, rappresenta mediamente il 70-80% degli elementi presenti. 5.1.1 Macchine per i lavori straordinari di preparazione del terreno. Gli interventi straordinari si rendono necessari quando il terreno è interessato, in parte o in toto, da una vegetazione arbustiva indesiderata, oppure vi è la presenza di sassi o di rocciosità affioranti. Ed anche quando, per ragioni orografiche o per esigenze funzionali, è necessario attuare movimenti di terra più o meno rilevanti. Decespugliatori. La scelta del tipo di decespugliatore, soprattutto in funzione della giacitura e della vegetazione infestante, è molto importante. Quando la copertura è mista, fatta cioè di erbacce e arbusti non molto grandi, si può ricorrere a decespugliatori manuali o a motofalciatrici-decespugliatrici semoventi. Quando la copertura è pressoché totale e la vegetazione arbustiva supera l altezza di 0,60 0,80 m, si ricorre a decespugliatori portati da trattrici a ruote o a cingoli, operanti con organi di lavoro montati su asse verticale (catene o lame) o su asse orizzontale (martelli). Dovendo intervenire lungo pendii, l apparato decespugliante è montato su bracci articolati indipendentemente dalla vegetazione. Nei decespugliatori manuali professionali, si hanno modelli ad asta rigida del peso di 7-9 kg, con impugnatura sia a manopola (o singola) sia a manubrio, e modelli a zaino, generalmente più pesanti dei primi. Sono azionati da motore a scoppio a 2 o 4 tempi, con potenza da 1,5 a 2,5 kW. L organo di lavoro è costituito da dischi di vario diametro (da 200 a 250 mm) a più denti, che sono delle vere e proprie seghe circolari con le quali è possibile eseguire il taglio di rami e fusti di un certo diametro. Nella scelta, oltre alla polivalenza e alla facilità e rapidità di sostituzione degli utensili da lavoro, vanno considerati: maneggevolezza, sicurezza e comfort. In particolare vanno presi in esame il rumore, che è generalmente elevato e cioè superiore ai 100 dB (A), e le vibrazioni mano-braccio che limitano il tempo di utilizzazione e non dovrebbero superare i 5 m/s2. I decespugliatori semoventi con conducente a terra sono riconducibili a due tipologie: a lame, rotanti su asse verticale e a flagelli o martelli, intercambiabili come dimensione, e rotanti su asse orizzontale. I primi hanno motore con potenza di 5-6 kW, con larghezze di lavoro di 0,5-0,7 m, mentre i secondi arrivano a 12-15 kW con larghezze di lavoro di 0,7-1,5 m. Queste macchine sono veri e propri trinciatori in quanto il prodotto lasciato sul terreno è un tappeto finemente trinciato che può fungere da strato pacciamante. Gli elementi da considerare nella scelta sono rappresentati dalla robustezza del mezzo, dalla maneggevolezza e dalla facilità di sostituzione degli utensili. I decespugliatori portati posteriormente (ma anche anteriormente) dalla trattrice possono essere ad asse: verticale, sul quale sono montati coltelli o catene; orizzontale di grande diametro (140 mm e anche oltre), sul quale sono montati coltelli o mazze di diversa forma e peso. L05_5_MacchineVerde.indd 670 5/31/18 10:41 AM v 1 s m d p d o to 2 d c p d il r p F d r G d k r R p r fa p z d tr

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna