SEZIONE L

a, na, eil % na à s- a iri di n ci di o, i, o e e o e aI a e e di o e. zri e: l- MACCHINE PER IL VERDE L 671 Le larghezze di lavoro delle macchine ad asse verticale vanno da 0,80-1,20 m, delle versioni minori, fino ad arrivare a superare i 3 m; in quelle ad asse orizzontale si va da 1,5 a 3 m. Il peso passa da 200-400 kg a oltre 1.000 kg; la potenza delle trattrici, a cui sono accoppiati, va da 30-40 kW dei modelli più piccoli a oltre 100 kW per quelli di maggiore dimensione. La scelta è condizionata dal tipo di vegetazione e dalla potenza della trattrice di cui si dispone. I decespugliatori montati su bracci articolati sono caratterizzati dalla possibilità di poter assumere diverse posizioni di lavoro e dalla versatilità. Il primo aspetto permette di intervenire sulle aree più marginali e difficili, come banchine stradali, sponde fluviali o canali e scarpate. La versatilità ne consente l impiego come rasaerba, decespugliatore e tagliasiepe. Gli apparati decespugliatori hanno un rotore (velocità di rotazione 2.500-3.000 giri/min) sul quale sono montati coltelli di varia forma, o mazze di diverse dimensioni, in relazione al modello e al tipo di intervento da eseguire. I modelli a braccio idraulico si differenziano in relazione alla larghezza di lavoro (da 0,5 a 1,30 m) e al peso (da 800 a 3.000 kg) (Tab. 5.52). Specie nei modelli di maggiori dimensioni, il circuito del braccio articolato è indipendente; alcune tipologie poi hanno il braccio telescopico che permette di aumentarne il campo d azione. La facilità di attacco alla trattrice, la manovrabilità del braccio, la rapida intercambiabilità degli utensili lavoranti, nonché la sicurezza dell impiego, rappresentano elementi da non trascurare nella scelta di queste macchine. Frangisassi. Sono macchine in grado di frantumare la rocciosità affiorante e le pietre di 20-30 cm di diametro con composizione prevalentemente calcarea. L organo lavorante è costituito da un rotore orizzontale sul quale sono incernierate delle mazze. Generalmente sono portate da trattrice e azionate dalla presa di potenza. Le larghezze di lavoro variano da 1 a 2 m e la potenza motore delle trattrici è compresa tra 50 e 100 kW. Le condizioni di impiego richiedono che i sassi non siano a una profondità superiore a 20 cm e che il terreno sia più secco possibile. Raccoglisassi. Sono macchine azionate idraulicamente, costituite da una lama che penetra nel terreno superficialmente, raccogliendo i sassi che, tramite un tappeto scorrevole, vengono poi convogliati in una tramoggia di carico, la cui base è grigliata per facilitare lo scarico della terra. La capacità della tramoggia, a seconda dei modelli, varia da 1 a 2,5 m3. Le dimensioni più elevate sono necessarie quando i sassi devono essere trasportati a una certa distanza prima di essere scaricati. L altezza di scarico è compresa tra 0,5 e 2,5 m. I1 diametro delle pietre che possono essere raccolte varia da 5 a 70 cm. La potenza motore della trattrice generalmente non supera 60 kW. TAB. 5.52 L Decespugliatori montati su braccio articolato portati da trattore Larghezza lavoro (m) Peso (kg) Braccio max. orizzontale (m) Altezza max. da terra vert. (m) #0,8 300-350 3-3,5 3,5-4 800 1 700-900 4-5 4,5-6 1.800 1,20-1,25 950-1.000 4,5-6 5,5-7 3.000 L05_5_MacchineVerde.indd 671 Peso min. trattore (kg) 5/31/18 10:41 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna