5.1.2 Macchine per i lavori ordinari di preparazione

L 672 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... Interrasassi. Operano con un organo fresante costituito da zappette montate su un asse orizzontale. Questo apparato asporta la parte superficiale del terreno e la lancia contro un pettine che consente la separazione delle pietre, che cadono prima della terra, formando uno strato drenante che viene poi ricoperto dalla terra. Le larghezze di lavoro vanno da 0,6 m a 1,5 m, con necessità di motrici di potenza da 30 a 70 kW. Ruspe e livellatrici. Le ruspe si usano per livellamenti di non grande precisione, nei quali vi è trasporto di terra anche a distanza. Le livellatrici consentono spostamenti di terra limitati a una breve distanza. Sono indicate per eseguire livellamenti accurati e possono essere anche a controllo laser o GNSS. 5.1.2 Macchine per i lavori ordinari di preparazione Drenaggio. Nei tappeti ornamentali di pregio e in quelli per lo sport, il drenaggio è un operazione indispensabile. Nel drenaggio semplice si fa ricorso a substrati idonei creando una stratificazione nella quale i primi 15 cm sono costituiti dal terreno vegetale; seguono uno strato filtrante di 15 cm, costituito da piccoli sassi, ghiaia e sabbia, e poi uno strato drenante di 15-20 cm rappresentato da pietrisco. Questa stratigrafia è attuata prima di rimpiazzare lo strato attivo dopo il livellamento. Nei campi sportivi e in superfici di certe dimensioni il drenaggio è effettuato con substrati drenanti continui di almeno 10 cm di spessore con tubi di drenaggio. Questi ultimi sono collocati nelle canalette tracciate da macchine escavatrici che possono anche essere dotate di sistema sia per l evacuazione della terra sia per la posa dei tubi e il riempimento delle canalette stesse. Nei campi di calcio si tende ad attuare il cosiddetto drenaggio superficiale rinforzato, cioè sui canali di evacuazione principali si innesta un sistema di canalette drenanti longitudinali, distanti 4-12 m (larghezza 150-300 mm, profondità 250-400 mm), che vanno a raccordarsi con una rete di fenditure trasversali distanziate di 1-1,5 m (larghezza 50-70 mm, profondità 120-180 mm). La messa in opera dei tubi drenanti, effettuata dalle stesse macchine escavatrici, può essere attuata con guida laser o GNSS realizzando pendenze molto limitate (0,1-0,5%). Preparazione del letto di semina. Viene eseguita attraverso un aratura superficiale (o una vangatura o anche una zappatura), integrata da successivi interventi di affinamento del terreno. Su superfici di limitate dimensioni si può ricorrere a una vangatura manuale, semplice (20-25 cm di profondità) o doppia (circa 50 cm di profondità). Creato il suolo migliore, è il momento di segnare il tracciato e di posizionare gli eventuali impianti di irrigazione e d illuminazione. La preparazione del letto di semina viene poi completata da una rullatura e da una erpicatura. La prima consiste nel passare sul terreno un rullo leggero, allo scopo di conferire un certo assestamento allo strato più superficiale, evitando la presenza di cavità che potrebbero compromettere la buona riuscita della semina. Altri interventi ordinari sono il diserbo chimico, l eventuale apporto di ammendanti e la concimazione di fondo, tenendo presente che le necessità del tappeto erboso, rispetto ai tre elementi fondamentali (N, P, K), stanno nel rapporto 3:1:2 o anche 3:1:3. Le macchine in questione sono le normali barre da diserbo; lo stesso vale per gli spandiconcimi, mentre per la distribuzione degli ammendanti possono essere impiegate le attrezzature che verranno descritte per il top dressing. 5.1.3 Macchine per la semina e il trapianto. Le nuove varietà di graminacee per tappeti erbosi consentono di realizzare le composizioni più rispondenti alle diverse esigenze, che vanno da quella dei tappeti che richiedono uno sfalcio frequente (anche L05_5_MacchineVerde.indd 672 5/31/18 10:41 AM 1 q g a li la s m s e d m n s c il d il in c 0 g to d r d s m l d d d k la a to to d s u r p T

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna