SEZIONE L

n a a e ei di e è ei ea, è n ti nil o a m, li a n e aa eli e ul ù a pà o so r e e MACCHINE PER IL VERDE L 673 1 taglio al giorno), a quelle per la bassa manutenzione, cioè tappeti per i quali la frequenza di sfalcio non va oltre i 4-6 tagli per anno. Per la semina possono essere impiegate seminatrici gravitazionali o a spaglio, trainate, portate o semoventi, che abbinano all apparato distributore un rullo, il cui carico specifico è bene non superi i 200 kg/m lineare. Per avere una distribuzione uniforme, è opportuno incrociare i passaggi. Per la semina lungo scarpate o pendii di difficile accesso, si ricorre all idrosemina. Le idroseminatrici sono costituite da: un serbatoio con capacità da 500 a 5.000 L, provvisto di miscelatore, la cui funzione è quella di tenere uniforme la miscela costituita da acqua, seme e collanti; una pompa, che mette in pressione la miscela; un cannoncino, che può essere manovrato anche manualmente, la cui gittata supera anche i 60 m. Per interventi di rivegetazione in aree percorse dal fuoco e in zone difficilmente accessibili l idrosemina è effettuata con elicottero. Alla semina si è affiancata la tecnica del trapianto delle zolle. Questa tecnica nasce negli USA e anche se è del 1940 la prima macchina per il prelievo delle zolle, il suo sviluppo in Europa risale agli anni 1980. La produzione delle zolle può avvenire con coltura in pieno campo, attualmente la più diffusa, che richiede 12-14 mesi per avere il prodotto pronto per il trapianto oppure con coltura fuorisuolo, basata sulla tecnica della coltivazione delle piante in contenitori e in assenza di terra, che consente di avere il prodotto pronto dopo circa 6 mesi. Nel pieno campo il prelievo delle zolle viene fatto con macchine speciali realizzate in diverse versioni: semoventi con conducente a terra per superfici limitate; semoventi con conducente a bordo, o anche trainate, per le grandi superfici. Il tappeto da trapianto è normalmente prodotto in piastre di diversa dimensione (da 0,6 a 1 m2) o in rotoli che, nel caso di utilizzazione in giardini privati, hanno una lunghezza che non supera i 2,5 m e una larghezza di circa 0,4 m; mentre per il rinzollamento di ampie superfici, come possono essere i campi di calcio, i rotoli hanno larghezza di 0,50-0,75 m e lunghezza da 30 a 50 m. Lo spessore è di 1,5 2 cm ed è volutamente ridotto al fine di spuntare le radici al momento dell estrazione, favorendo così la radicazione. La zolla di prato deve possedere alcuni requisiti essenziali quali: integrità, spessore uniforme, giusta umidità, fitto intreccio radicale, colore verde vivo, assenza di malattie, di infestanti e di corpi estranei. La messa a dimora può avvenire durante tutto l anno (esclusi i periodi in cui il terreno è gelato), ma deve essere fatta entro 36-48 h dall espianto. L operazione può essere eseguita con diversi livelli di meccanizzazione, dai semplici srotolatori per i rotoli di diversa dimensione, al robot per la posa autonoma di piastre di 1 m2 e del peso di 100 kg. Alla posa in opera deve seguire TAB. 5.53 Confronto fra semina e trapianto del tappeto erboso la rullatura per favorire la perfetta Semina Trapianto adesione al terreno e il radicamento e l irrigazione. A ogni interven- Preparazione terreno Uguale Uguale to irriguo l apporto è dell ordine Fabbisogno idrico Superiore Inferiore di 15-20 l/m2 e va ripetuto per 3-4 Gamma di scelta delle essenze Superiore Inferiore settimane in modo da mantenere Velocità della fruibilità Inferiore Superiore un buon grado di umidità del terControllo infestanti Inferiore Superiore reno. Il confronto tra semina e traInferiore Superiore pianto delle zolle è sintetizzato in Controllo erosione Costo Inferiore Superiore Tabella 5.53. L05_5_MacchineVerde.indd 673 L 5/31/18 10:41 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna