5.1.6 Parco macchine per la manutenzione di un campo da golf

e/ e a n cdi el ail n ae e re irci a o o ini o e di MACCHINE PER IL VERDE L 679 interventi nell annata. La distribuzione avviene tramite carrelli trainati o attrezzi portati, con distribuzione per gravità o per reazione centrifuga, oppure per azione pneumatica. Nella fertirrigazione, i concimi sono sciolti in acqua e distribuiti in modo che la soluzione bagni i primi 50 mm di terreno. L assorbimento è prevalentemente radicale e l omogenea distribuzione del principio attivo su tutto il terreno impedisce fenomeni di tossicità dovuta a eventuale concentrazione. A tale scopo si utilizza, dove è presente, il normale impianto di irrigazione munito di un apposito miscelatore. Ciò permette migliore efficacia, minor compattamento del terreno e, specie nelle grandi estensioni, un notevole risparmio di tempo. 5.1.6 Parco macchine per la manutenzione di un campo da golf. La scelta del parco macchine per la manutenzione di un tappeto erboso è condizionata, come si è visto, da vari fattori legati soprattutto alla tipologia e alla fruibilità del tappeto stesso. La casistica è quindi molto ampia. Per questo, a titolo di esempio, con riferimento al campo da golf rappresentato in Tabella 5.58, è riportata la possibile composizione del parco macchine di un campo a 18 buche, al fine di dimostrare come può essere messa in pratica la trattazione fatta sul tema. TAB. 5.58 Principali macchine per la manutenzione di un campo da golf a 18 buche Aree del campo Taglio N° Tipo Carotatura N° Tipo 2 1 1 1 1 Semoventi Raccogli-carote Semovente Portata Raccogli-carote Top-dressing N° Tipo 1 Semovente 1 Semovente Green e tee 4 Triple a lama elicoidale Fairway 4 Quintuple a lama elicoidale Rough 2 A flagelli A lama orizzontale Bunker 3 Rastrello semovente L Altre macchine: trattrici, irroratrici, spandiconcime, soffiatori, decespugliatori, rulli, golf car a trazione elettrica. 5.2 Macchine per alberi ornamentali e alberate 5.2.1 Messa a dimora degli alberi. Il terreno su cui vanno messi a dimora gli alberi deve essere ben preparato, evitando situazioni di eccessivo compattamento. Occorre anche impedire il ristagno di acqua e questo può essere ottenuto con un drenaggio nella buca, realizzato con tubazioni in plastica e perforazioni sul fondo della stessa a intervalli regolari. La posizione delle piante sul terreno, sulla base di quanto previsto dal piano di piantagione, viene indicata con paline e picchetti che fissano il punto in cui vanno scavate le buche. Queste vengono normalmente realizzate con la benna dell escavatore eseguendo l operazione quando il terreno è asciutto. Le dimensioni, per alberi di grande sviluppo, sono di 2,5 3 2,5 m e di 1 3 1 m per piante di minor sviluppo. Nella buca è bene collocare lungo il perimetro della zolla un tubo di drenaggio di cui almeno un estremità dovrà uscire dal terreno. Nel sollevamento, gli alberi non devono essere mai presi nel tronco, bensì nella zolla o nel contenitore; qualora si L05_5_MacchineVerde.indd 679 5/31/18 10:41 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna