5.2.2 Macchine per la potatura

e ei, a; a e ea, ni o a a ci e oo, o iA. a o. eoi il il o e o- MACCHINE PER IL VERDE L 681 5.2.2 Macchine per la potatura. Con la messa a dimora si attua anche la potatura di impianto, seguita da quella di allevamento effettuata in relazione alla forma, libera o obbligata, che si vuole dare all albero. La manutenzione degli alberi ornamentali e delle alberate si fa con la potatura di mantenimento. Questa rappresenta una manutenzione ordinaria che si esegue a turni regolari: piuttosto brevi nelle forme obbligate (anche ogni 2-3 anni), più lunghi nelle forme libere (5-8 anni). Consiste nell asportazione totale o parziale di rami troppo sviluppati e/o vigorosi, privilegiando però nelle forme libere la spuntatura e il diradamento. La tendenza infatti è quella di realizzare una potatura dolce , evitando tagli traumatici: il 60% degli interventi è di semplice spuntatura dei rami. Nell allestire un cantiere di potatura bisogna considerare il grado di difficoltà che è solitamente legato alle condizioni del sito e all altezza degli alberi. Relativamente al sito, vengono normalmente definiti tre gradi di difficoltà in relazione al fatto di avere alberi ubicati all interno di parchi o giardini oppure lungo strade con due diversi gradi di intensità di traffico. Anche in merito all altezza, si considerano tre classi e cioè: meno di 20 m; da 21 a 30 m; più di 30 m (Tab. 5.60). Per alberi giovani con altezza dai 4 ai 10 m posti in parchi o giardini, la capacità operativa media giornaliera del cantiere costituito da due persone (una sulla piattaforma elevatrice, l altra addetta agli sgomberi), è di 40-50 piante. Per la potatura su piante adulte e cioè con altezza dai 10 m a oltre i 30 m, il cantiere va costituito in modo da soddisfare anche le esigenze di trafficabilità e cioè deve possedere: potatore con forbici e motosega; piattaforma elevatrice speciale; autocarro con portata superiore a 5 t munito di cassone ribaltabile, con autista; cippatrice azionata da trattrice con trattorista addetto agli sgomberi e alla cippatura. Le piattaforme elevatrici sono macchine professionali che, a seconda del sistema di azionamento, possono essere articolate (a sbraccio) o telescopiche. Queste ultime sono più rapide, mentre le prime sono più adatte quando si tratta di aggirare ostacoli. La potatura delle siepi si fa per mantenere la modellatura e l altezza desiderata. Nel caso di siepi perimetrali la forma è tronco-piramidale. L intervento è eseguito in autunno, mentre in primavera si completa l opera effettuando una leggera sfoltitura. Il tosasiepi può essere con motore elettrico, con potenza di 350-600 W, oppure con motore a scoppio con potenza intorno a 1-2 kW. TAB. 5.60 1 2 L Cantiere di potatura di alberi adulti con cippatura dei rami Caratteristiche alberi e sito Composizione cantiere Parco e giardino privato Altezza 10-15 m Alberata lungo strada di medio traffico Altezza 16-22 m Capacità di lavoro (piante/giorno) Pot. leggera1 Pot. pesante2 Piattaforma da 16 m con autista manovratore Potatore con forbici e motosega Cippatrice con trattorista addetto agli sgomberi Autocarro da 3 t di portata con autista addetto agli sgomberi 16-20 10-15 Piattaforma da 22 m con autista manovratore Potatore con forbici e motosega Cippatrice con autista addetto agli sgomberi Addetto agli sgomberi e alla regolamentazione del traffico 8-10 4-6 Interessa le parti secche e un 5% della chioma. Interessa le parti secche e un 15-25% della chioma. L05_5_MacchineVerde.indd 681 5/31/18 10:41 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna