SEZIONE L

L 694 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... L altro fattore fisico di rischio è rappresentato dalle vibrazioni, le cui patologie costituiscono la quinta causa di malattia professionale indennizzata dall INAIL: si stima che nei paesi occidentali una percentuale della forza lavoro compresa dall 1,7 al 5,8% sia soggetta a tale rischio (ISPESL). Le vibrazioni sono un moto oscillatorio di un sistema meccanico. Esse, come il suono, sono caratterizzate da onde di estrema complessità, costituite da molte armoniche. Le vibrazioni sono caratterizzate da due grandezze caratteristiche: l accelerazione [m/s2], che ci rimanda al contenuto energetico del fenomeno; la frequenza [Hz], che ci permette di identificare quali elementi (di una struttura, in senso lato, del corpo, nel nostro caso specifico) assorbono il contenuto energetico. In termini molto generali, infatti, le diverse parti del corpo umano possono opporsi o meno al passaggio delle vibrazioni a seconda della loro lunghezza: più lunghi sono gli organi, più sono esposti all azione indesiderata di onde a bassa frequenza (Fig. 5.45). Riguardo alla frequenza delle vibrazioni, ai nostri fini gli intervalli più interessanti sono: 0-15 Hz che, per la loro lunghezza, interessano il corpo umano nella sua interezza durante la guida dei mezzi agricoli. Si tratta di onde molto ampie che si verificano poche volte al secondo a causa del beccheggiamento dei mezzi stessi durante il loro dislocamento; 15-50 Hz che in genere vengono trasmessi limitatamente agli arti superiori durante l impiego di attrezzature equipaggiate di motore. I limiti di frequenza indicati infatti corrispondono a quelli di organi rotanti con regimi di 900-3.000 giri/min (15-50 giri/s, per il pistone 15-50 Hz). Le lunghezze d onda sono quindi minori e interessano le ossa delle dita e del metacarpo. L ampiezza delle vibrazioni, infine, è notevolmente inferiore a quella di cui al punto precedente; 50-2000 Hz che sono alla base, come si è visto, della produzione di rumore. La norma di legge di riferimento nel nostro Paese, per quanto concerne le vibrazioni prodotte dalle macchine, è il decreto legislativo 187/2005. In particolare si prescrive che il valore limite per il sistema manobraccio normalizzato a 8 ore sia di 5,0 m/s , mentre il limite per far scattare l azione è di 2,5 m/s . Per quanto rigurda il corpo intero i valori sono, rispettivamente, 1,15 m/s quello limite e 0,5 m/s quello che fa scattare l azione. L esposizione del corpo intero alle vibrazioni, a un primo livello, riduce il comfort dell operatore e ha effetti significativi sulle sue prestazioni impedendogli di apprezzare l importanza dei segnali e di mantenere un controllo ottimale dei mezzi. Più grave è l effetto che le stesse possono avere sulla salute degli operatori causando patologie al rachide (es. quelle comprese fra 0 e15 Hz). 5.45 Incidenza delle deformazioni alla spina Per fronteggiare questi problemi, la soluzione at- FIG. dorsale nel caso di trattoristi e della popolazione tualmente più adottata è quella di equipaggiare i maschile in generale. L05_6_Salute.indd 694 5/31/18 10:43 AM m b s l p g s u d m n 6 u te d r è q u to v n ( e p d tu d p r g lo o m c c fi e

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna