6.2.5 Carico climatico

ie a o, e n o. o li ). ti a o o e ti s, e e na ne SALUTE E ERGONOMIA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO L 695 mezzi semoventi di sedili studiati e costruiti da ditte specializzate. In linea generale, un buon sedile è in grado di eliminare circa il 40% delle sollecitazioni che gli vengono trasmesse. Tuttavia, per quanto questi dispositivi migliorino sensibilmente la situazione, l unica innovazione che potrebbe risolvere in modo radicale il problema consiste nel passare a macchine semoventi equipaggiate di sospensioni. Tale soluzione è adottata già su alcune trattrici di elevata potenza. L esposizione mano-braccio è invece causata da macchine quali la motosega, il decespugliatore e il motocoltivatore. Le vibrazioni trasmesse da tali macchine costituiscono un rischio per l insorgenza di alcune malattie vascolari (sindrome di Raynaud o del dito bianco), neurologiche e muscolo-scheletriche a carico degli arti superiori. Per eliminare queste vibrazioni si usano sospensioni tra motore e impugnature, ma spesso è necessario ridurre i tempi di lavoro. 6.2.5 Carico climatico. Il carico climatico è dato dal lavoro che deve fare il corpo umano per mantenersi in omeotermia. L essere umano, infatti, ha una temperatura interna quasi costante e mediamente uguale a 37 °C, variando di circa 6 0,5 °C nell arco della giornata. Questa temperatura non è influenzata da quella ambientale. La temperatura interna può essere mantenuta costante solo se c è un equilibrio tra il calore che è prodotto dal corpo e il calore che è perso nell ambiente. La funzione di mantenere quasi isotermo il nucleo del corpo è delegata al sistema di termoregolazione, che ha una capacità più o meno efficace in funzione degli ambienti in cui il corpo del lavoratore opera (Fig. 5.46). Con particolare riferimento agli aspetti normativi del microclima, gli ambienti termici vengono convenzionalmente distinti in: ambienti moderati; ambienti caldi; ambienti freddi. In genere, per misurare i livelli di benessere dei lavoratori ci si basa su indici (PMV) che valutano la media dei voti espressa da un gran numero di persone poste in certe condizioni sperimentali di temperatura, aria, vestiario, ecc. Attualmente si stanno studiando altri indici, valori tabellari e misure correlate per ottenere una maggiore prevenzione rispetto a quella fornita dagli indici di gradimento. In agricoltura il problema del controllo del clima nelle stazioni di lavoro degli operatori è stato affrontato solo per le macchine agricole semoventi adottando cabine di tipo chiuso. Purtroppo, una cabina chiusa, con le sue ampie superfici vetrate, si comporta come una vera e propria serra. Inoltre, sia il motore FIG. 5.46 Schema degli scambi termici dal corpo all ambiente. L05_6_Salute.indd 695 L 5/31/18 10:43 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna