6.2.6 Carico chimico

L 696 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... sia la trasmissione rappresentano ulteriori fonti di calore. Da qui l esigenza di intervenire con sistemi di controllo del microclima, anche in condizioni estive. Il problema viene affrontato con interventi passivi e attivi: i primi prevedono l adozione di tendine parasole, vetri azzurrati e la scelta dei colori più adatti per la cabina e per i rivestimenti interni; i secondi si realizzano con gli impianti di ventilazione o di condizionamento (raffreddamento estivo e riscaldamento invernale) dell aria. Questi ultimi sono gli unici in grado di mantenere le condizioni climatiche alle quali l essere umano si sente a suo agio. Queste, pur soggettive e variabili in funzione del tipo di attività svolta, risultano comprese tra 17 e 25 °C, con un umidità relativa dell aria contenuta tra il 35 e il 60%. 6.2.6 Carico chimico. Corrisponde a quell insieme di rischi potenzialmente connessi con l impiego di sostanze chimiche. La contaminazione può avvenire per contatto o, se si tratta di polveri, fumi, nebbie, gas o vapori, attraverso inalazione, contatto cutaneo o ingestione. Le polveri sono sospensioni in aria di particelle con diametro .1 mm, ciò al contrario dei fumi che presentano particelle con dimensioni inferiori a tale limite. Riguardo all origine, possiamo avere polveri organiche o inorganiche. Le prime possono derivare da materiale batterico o animale. TAB. 5.69 Classificazione degli inquinanti chimici (ISPESL) Polveri Pneumoconiogene ad azione reversibile Pneumoconiogene ad azione irreversibile Ad azione tossica Ad azione biologica Fumi Combustione Condensazione Nebbie Acquose o saline Oleose Gas Asfissianti Irritanti Tossici sistemici Vapori Asfissianti Irritanti Tossici sistemici Aerosoli Aeriformi fi c s e S to n la d ti lu a s d s d i lo r a Le polveri possono essere distinte in respirabili e irrespirabili. La frazione respirabile, la più pericolosa, consiste di particelle con diametro ,5-8 mm che possono penetrare nei più intimi recessi dei polmoni fino a livello alveolare. La frazione irrespirabile consiste di particelle con diametro .5 mm, che generalmente si depositano nella parte superiore dell apparato respiratorio (naso, trachea e bronchi). Una concentrazione di polveri (totali) di 10 mg/m3 (0,01 ppm) rappresenta la soglia limite superiore per garantire un ambiente di lavoro ergonomicamente valido. Tale soglia è tuttavia superata regolarmente negli allevamenti. Inoltre, anche in alcune operazioni di campo (specie durante la raccolta) si possono avere problemi: nella mietitrebbiatura, per esempio, si possono superare i 15 mg/m3. L inalazione di polveri può provocare disordini respiratori, effetti tossici (polveri cupriche od organico-metalliche usate come additivi, chemicals, ecc.) e anche reazioni allergiche. L05_6_Salute.indd 696 p 5/31/18 10:43 AM 6 n s s c d q s e n a

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna