6.6 Profili di rischio

L 706 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - MECCANICA E MECCANIZZAZIONE... (segue ) Pertanto: la macchina deve essere provvista di protezione fissa che impedisca anche che l oggetto da lavorare o parte di esso, venga incuneato fra la ruota e la protezione; gli operatori devono sempre portare gli occhiali o gli schermi protettivi; gli operatori devono utilizzare abbigliamento aderente. Smerigliatrice angolare utilizzata per affilare o per tagliare ed è dotata di un disco ruotante ad alta velocità, per cui: deve essere munita di adeguate protezioni per almeno metà della parte superiore del disco; devono essere utilizzati i dispositivi di protezione (occhiali, guanti); occorre fare attenzione dopo lo spegnimento del motore perché, a causa della grande inerzia, l arresto avviene lentamente. Saldatrice Le saldatrici elettriche ad arco voltaico producono radiazioni ultraviolette di forte intensità che possono provocare danni all apparato visivo. Pertanto: è sempre obbligatorio usare gli occhiali e la maschera adatta; con le saldatrici che utilizzano acetilene (gas pericoloso e infiammabile) è necessario avere schermi protettivi per il viso e l abbigliamento deve essere adeguato a proteggere da eventuali schizzi di materiale fuso (guanti e grembiule in cuoio, scarpe di sicurezza). 6.6 Profili di rischio. I profili di rischio sono la raccolta delle informazioni sui rischi in ogni singola fase del ciclo produttivo di un comparto direttamente osservato in un insieme di imprese rappresentative di un territorio (Tab. 5.74). Raccolgono quindi tutte le informazioni secondo il seguente schema: fase di lavorazione, attrezzature, macchine, impianti, fattori, tipi di rischio, danni attesi, correttivi. 6.6.1 Metodi e soluzioni per la riduzione del rischio. Una volta individuati i rischi, è necessario che in azienda vengano presi tutti i provvedimenti di prevenzione e protezione necessari a diminuire la probabilità degli eventi dannosi e a diminuirne l entità. Nelle diverse situazioni operative in questa fase si devono impiegare differenti approcci integrati fra loro (Fig. 5.52): definire e utilizzare buone pratiche per gestire la fase di lavoro; applicare i principi ergonomici; adottare DPI (Dispositivi di Protezione Individuali); adottare cartelli (segnaletica da apporre su edifici, strade, ecc.); adottare pittogrammi (simboli di rischio, di precauzioni da adottare, ecc.) da apporre su macchine e attrezzature; attuare una programmazione dei controlli sanitari; attuare attività di formazione; definire e utilizzare delle check-list di controllo. L05_6_Salute.indd 706 5/31/18 10:43 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna