SEZIONE M

M 10 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA I crediti dell azienda agraria si distinguono in crediti di funzionamento (sorgono quando l azienda vende i prodotti a credito) e crediti di finanziamento (quando l azienda concede prestiti a terzi). Per capitale aziendale si intende, in termini molto generali, ogni bene utilizzato nel ciclo produttivo come mezzo strumentale per produrre altri beni. I beni strumentali rinvenibili in un azienda agraria possono essere assai diversificati ed eterogenei a seconda degli indirizzi produttivi, per esempio: terra per le colture; piantagioni (vigneti, uliveti, frutteti, ecc.); fabbricati abitativi; strutture di ricovero per il bestiame (stalle, ovili, pollai, ecc.), per macchine e attrezzi e per la conservazione dei prodotti (silos, ecc.); macchine e attrezzature per le colture (aratro, seminatrici, mietitrebbia), per la trasformazione dei prodotti (essiccatoio, caseificio, cantina, frantoio, ecc.), per il bestiame (mungitrice), o per uso diverso (trattrice, automezzi di trasporto, ecc.); animali per l allevamento (bovino, suino, ovino, caprino, equino, avicolo, cunicolo, avicolo, ittico, ecc.) e un tempo anche per il lavoro, ora quasi scomparsi in quanto sostituiti dal lavoro svolto con mezzi meccanici; materie prime quali fieno, paglia, insilati prodotti in azienda e materie prime acquistate (fertilizzanti, antiparassitari, mangimi, sementi, ecc.); mezzi finanziari disponibili (capitale finanziario) (in cassa e banca). I capitali aziendali sono classificabili secondo diversi criteri. a. In base alla natura fisica sono distinguibili tra capitali immobili (es. terra e fabbricati) e mobili (tutti gli altri). b. In base a un criterio giuridico, si distingue tra capitale immobile per natura fisica, capitale immobile per destinazione (mobile fisicamente) e capitali mobili per natura fisica e per destinazione. Si tratta di una distinzione che ha rilevanza giuridica per quanto attiene alle norme di diritto civile sui beni immobili e mobili. Il concetto di immobile per destinazione costituisce una finzione giuridica in forza della quale una categoria di beni, fisicamente mobili, viene considerata giuridicamente immobile, in conseguenza dell organico legame economico che ha con il fondo agrario. L istituto dell immobilizzazione tende a sottomettere alla stessa disciplina giuridica (ipoteca) il capitale immobile in base alla natura fisica (tipicamente la terra e tutto ciò che è durevolmente investito in essa, ovvero i miglioramenti fondiari quali fabbricati, viabilità, sistemazioni idrauliche, piantagioni, ecc.) e parte del capitale fisicamente mobile, denominato capitale di scorta, costituito dal bestiame (scorte vive) e da macchine, attrezzi, mangimi, lettimi, letame, sementi, ecc. (scorte morte). Il codice civile, per quanto l elencazione non sia esaustiva, cita come immobili per destinazione gli animali addetti alla coltura, gli strumenti rurali, il fieno, le sementi, la paglia, lo strame, il concime, i conigli, gli alveari, i pesci, i torchi, le caldaie, i tini, le botti. c. In base a un criterio economico (in un ottica di breve periodo) si distingue tra fattori fissi e variabili, in relazione ai criteri di decisione dell imprenditore ai fini della massimizzazione del profitto; secondo tale distinzione sono fissi i fattori la cui quantità non può essere modificata (nell ottica temporale di breve termine) per variare la quantità di prodotto finale da ottenere, variabili gli altri. Tra i fattori fissi facenti parte il capitale ritroviamo capitale fondiario, fabbricati, ricoveri, macchinari e solitamente si includono anche animali, macchine e attrezzi, mentre tra i fattori variabili vi sono materie prime e mezzi finanziari. Alcune macchine e attrezzi e parte del bestiame po- M01_1_Economia_Agraria.indd 10 6/14/18 4:32 PM d e

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini