8.2.1 Ambito cogente

M 100 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA 8.2.1 Ambito cogente. Riguarda la legislazione nazionale e comunitaria in materia di igiene dei prodotti agroalimentari e ne garantisce l aspetto nutrizionale. Per la realizzazione del mercato unico europeo la UE ha promosso una strategia d armonizzazione dei requisiti essenziali di sicurezza e delle norme tecniche. Nel settore agroalimentare la tutela del consumatore europeo è stata ottenuta attraverso l emanazione di una serie di direttive comunitarie, successivamente recepite dai Paesi membri, per attestare la sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti alimentari. Si hanno quindi disposizioni per l autocontrollo sanitario e il sistema HACCP. Il primo riguarda sia le disposizioni per singola categoria di prodotto per disciplinare le produzioni ritenute più a rischio (disposizioni verticali) che le disposizioni per le categorie di prodotto (disposizioni orizzontali) applicabili trasversalmente a tutte le imprese nel campo della produzione di alimenti e bevande. Il sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point), invece, rappresenta una tecnica di gestione dei processi alimentari attraverso una metodologia logica e sistematica, che si basa sulla applicazione di una serie di principi. Per arrivare a questo sistema sono state emanate una serie di direttive che hanno riguardato l attuazione di sistemi di autocontrollo dei rischi igienico-sanitari prevedendo la definizione e l applicazione di procedure preventive da parte delle aziende alimentari (dir. CE 397/89 e dir. CE 43/93, entrambe recepite in Italia come d.lgs.). In particolare è stata emanata la direttiva 93/43/CEE, recepita in Italia dal d.lgs. 155/97, che richiede alle imprese di effettuare l autocontrollo secondo i principi del sistema HACCP. La direttiva rappresenta la norma quadro in materia di tutela igienico-sanitaria dei prodotti alimentari. 8.2.2 Ambito volontario. Si tratta della normazione volontaria per la certificazione dei processi aziendali e/o dei prodotti per la definizione di standard qualitativi. La certificazione è l insieme delle procedure e delle attività, svolte da un organismo debitamente autorizzato (organismo di certificazione), che sono atte a fornire adeguata fiducia sulla conformità di un determinato prodotto, del personale, di un sistema di gestione aziendale (qualità, ambiente ) a requisiti prefissati. La conformità a norme tecniche è volontaria, ma il ricorso alla certificazione rappresenta la garanzia per il consumatore finale o il cliente intermedio di ricevere prodotti dalle caratteristiche definite e costanti nel tempo. Le norme tecniche definiscono una serie di requisiti di conformità per l accreditamento degli organismi di certificazione e dei laboratori di prova, per i sistemi di gestione aziendale, i sistemi di gestione ambientale e per i prodotti e i servizi. Nell ambito volontario per la certificazione del sistema di gestione per la qualità rientrano le norme ISO. Le aziende che vogliono certificare la propria organizzazione devono far riferimento alle norme ISO 9000. Si tratta di norme che sono realizzate dall ISO (International Organization for Standardization) per definire i requisiti internazionali per i sistemi di gestione per la qualità. Queste fissano i principi con cui un azienda può dare garanzia di qualità ai propri clienti. Le norme ISO 9000 impongono la formalizzazione del Sistema Qualità attraverso la realizzazione di una serie di documenti, per avere un controllo costante di tutti gli aspetti critici legati alle attività aziendali. Le norme della famiglia ISO 9000 hanno ormai assunto un enorme importanza a livello mondiale e sono state recepite da oltre 100 paesi. Le ISO 9000 sono norme generiche M01_2_Economia_Agraria.indd 100 5/31/18 11:02 AM p L e g h u Q 1 2 e 9 s 1 2 3 4 è n la p g

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini