8.3.1 Compiti del marketing

ne O nO di ni i; uo e a oa ia ti P n T, nni o o oa e n ) è ni are e: a- o o. di STRATEGIE COMPETITIVE IN AGRICOLTURA M 103 organizzare la produzione e la distribuzione su vasta scala favorendo anche la divisione del lavoro e lo sviluppo di imprese specializzate nella intermediazione commerciale. In questa nuova visione viene meno la conoscenza diretta tra chi produce e chi consuma e la concorrenza con altre imprese rende obbligatorio l uso di strumenti adeguati a contattare una clientela più vasta e a creare una sorta di produzione programmata che favorisce la vendita della merce. così che nasce il marketing (alla lettera piazzare sul mercato ), funzione aziendale necessaria al raccordo tra impresa e mercato e chiave fondamentale del comportamento dell impresa. La disciplina è in grado di garantire all impresa la capacità di modificare a proprio favore l ambiente operativo, di ritagliarsi uno spazio economico come presupposto per la realizzazione dei propri obiettivi che si identifica nella soddisfazione delle aspettative del cliente. 8.3.1 Compiti del marketing. Per quanto detto sopra, al marketing è richiesto di individuare la clientela più idonea a una certa produzione e creare azioni di mercato adottabili per ottenere prodotti in grado di soddisfare i possibili acquirenti. L azienda, d altro canto, per sopravvivere, deve individuare con efficacia i bisogni del cliente e le strategie più idonee per soddisfarlo. Ma sarà ancora il marketing, attraverso lo studio del mercato, a proporre e adeguare processi aziendali, individuare le opportunità da sfruttare, formulare la strategia che porti a compimento gli obiettivi operativi, mettere a punto il piano articolato, con le sue fasi temporali, e provvedere alla quantificazione delle risorse umane e finanziarie. Inoltre deve fornire la sicurezza che le indicazioni del piano siano effettivamente realizzabili attraverso un attento controllo delle attività programmate che dovranno risultare flessibili in modo da poter correggere, in tempi brevi, le decisioni prese. Il successo dell attività di marketing dipende infatti, dall integrazione di diversi fattori quali la proposta e la presentazione di un prodotto, che altri dovranno però realizzare (il prodotto), il prezzo del prodotto stesso (il prezzo), di cui si dovrà stabilire la rimuneratività per l impresa, le politiche di comunicazione e distribuzione (la pubblicità) e infine il posto (il posto). L appropriata combinazione dei fattori suddetti permette di centrare il segmento di mercato (gruppo omogeneo di potenziali clienti in relazione a determinate caratteristiche ritenute importanti ai fini dell azione commerciale) prescelto dall impresa quale destinatario dell azione di marketing (il target ). L insieme di questi fattori caratterizzano l azione di marketing nei confronti dell attuale e del potenziale cliente (marketing mix). Questo sistema di agire consente di ricercare modi concreti e intelligenti di vendita della produzione, ma nell attuale visione del marketing c è l intento di creare un vero e proprio valore per il cliente in modo da instaurare con esso una relazione duratura. In altre parole le aziende stanno abbandonando la concezione del produci e vendi per accogliere il nuovo ascolta e produci , al fine di riuscire a mantenete il cliente legato alla fedeltà del marchio. Nelle aziende si sta evidenziando anche la tendenza a passare dalla segmentazione e dalla standardizzazione alla relazione one to one e al marketing di nicchia. In altre parole pur confermando i fondamentali principi della pianificazione di una campagna di marketing, si hanno evoluzioni con prospettive che privilegino le esigenze del cliente rispetto a quelle del prodotto. Per questo, nell ambito del consumo invece di prodotto, prezzo, pubblicità e posto (le 4 P di Philip Kotler, prima ricordate) si stanno affermando le nuove Quattro P : people (persone), places (posto), plans (pensieri) e projects (progetti) ancora integrate o anche M01_2_Economia_Agraria.indd 103 M 5/31/18 11:02 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini