SEZIONE M

o a- el li a ie ti ), r ); o, o a, i, a a- a, a na e o ie ti ral i, a i, i ri sà a e e o o- IMPRESA AGRICOLA, MERCATO E FATTORI PRODUTTIVI M 11 trebbero essere considerati anche tra i fattori variabili, per il costo contenuto (quindi facilmente acquistabile), la disponibilità sul mercato, e l attitudine a entrare immediatamente in produzione (vacche da latte, galline ovaiole, ecc.). d. In base ad un criterio economico-aziendale (o contabile), fortemente correlato con il precedente, tra fattori a logorio totale o a fecondità semplice (circolanti) e fattori a logorio parziale o a fecondità ripetuta (immobilizzazioni). I fattori a logorio totale, per definizione, esauriscono la loro produttività in un solo ciclo produttivo (es. materie prime), e i costi relativi vanno pertanto attribuiti al ciclo nel quale essi vengono utilizzati. I fattori a logorio parziale, viceversa, sono utilizzati per più cicli produttivi in azienda e vengono rinnovati a intervalli pluriennali (es. macchine e attrezzi). Per questi fattori sorgono due diversi problemi, tra loro connessi. Il primo riguarda il deprezzamento che, col passare dei cicli di utilizzazione, il fattore subisce in conseguenza del progressivo esaurirsi della sua produttività tecnica potenziale e della graduale perdita di efficienza relativa per effetto della comparsa di nuovi fattori produttivi in grado di fornire gli stessi servizi (oppure servizi qualitativamente migliori) a costi minori; da questa situazione deriva la necessità di ricostituzione del valore iniziale del bene strumentale (ammortamento economico). Il secondo concerne la ripartizione del costo iniziale del fattore tra i diversi cicli produttivi nei quali esso viene utilizzato (ammortamento contabile). e. In base a un approccio adottato negli studi di estimo e di economia e contabilità agraria, derivante, storicamente, da criteri giuridici connessi con la regolamentazione dei rapporti contrattuali più diffusi in passato, ovvero l affitto e la mezzadria, che ha prodotto criteri di classificazione e una terminologia ormai consolidati (adottati in parte dalle statistiche ufficiali, dalla Rete di Contabilità Agraria dell Unione Europea) e mantenuti negli studi estimativi. Secondo tale approccio, anziché considerare la terra originaria si valuta il capitale fondiario, ovvero la terra originaria e i miglioramenti fondiari, e il capitale viene tradizionalmente suddiviso tra capitale fondiario (terra e migliorie appunto) e capitale agrario (o di esercizio), che a sua volta è suddiviso tra capitale di anticipazione (mezzi finanziari anticipati per realizzare il processo produttivo) e capitale di scorta, ulteriormente ripartito tra scorte vive (bestiame), scorte morte fisse (macchine e attrezzi) e scorte morte circolanti (sementi, fieno, paglia, mangimi, carburante agricolo e altri fattori a logorio totale) anche dette prodotti di scorta. Capitali aziendali Capitale fondiario Terra e migliorie fondiarie Capitale agrario o d esercizio, suddiviso in Capitale di scorta, suddiviso in Scorte vive (bestiame) Scorte morte (macchine, attrezzi, mangimi, lettimi, letame, sementi...) M01_1_Economia_Agraria.indd 11 M Capitale di anticipazione (somma delle spese per acquisti vari di materiali e servigi, nonché quote di ammortamento, manutenzione e assicurazione) 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini