8.5 Marketing e valorizzazione territoriale

M 116 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA I venditori vengono valutati principalmente con l indicatore quantitativo, ovvero il volume di vendite conseguito da ciascun venditore. Poiché non sarebbe corretto considerare soltanto questo indice in quanto ci possono essere differenze rappresentate, per esempio, dall area coperta, dalla domanda potenziale, dal peso della concorrenza, ecc., se ne possono utilizzare anche altri, quali il valore delle vendite per cliente effettivo, i volumi di vendita per cliente potenziale ed effettivo e il numero di nuovi clienti. Ci sono poi gli indicatori qualitativi che riguardano la capacità di gestire le diverse fasi della vendita; il grado di soddisfazione del cliente nei confronti del venditore; la capacità del venditore di auto-organizzarsi; la conoscenza del prodotto; l attitudine alla cooperazione e l aderenza agli obiettivi aziendali. La valutazione complessiva di tali indicatori consente l assegnazione degli obiettivi individuali di vendita, la predisposizione degli schemi di compensazione e la revisione del numero di venditori. 8.5 Marketing e valorizzazione territoriale. Il marketing territoriale è uno strumento di promozione di un territorio che stimola lo sviluppo territoriale locale, valorizzando le caratteristiche ambientali, economiche e sociali, spronando le iniziative imprenditoriali, incentivando investimenti interni e attraendo gli investimenti esterni. In quest ottica, il territorio è inteso non solo come supporto fisico per le attività, ma anche come risorsa, cioè come risultato di un processo di caratterizzazione dello spazio, ovvero di un processo di sedimentazione dell azione e dell interazione della comunità locale che ne ha plasmato la morfologia e la percezione. Realizzare lo sviluppo di un territorio significa, innanzitutto, raccoglierne le istanze, individuare il progetto e le fonti finanziarie per realizzarlo. Il ruolo svolto dalla Pubblica Amministrazione è fondamentale, perché pianifica, gestisce e mette in atto le strategie di sviluppo. Anche gli Enti territoriali, in particolare quelli locali, devono avere un ruolo attivo, sostenendo i sistemi produttivi, sia dei mercati locali che di quelli nazionali e internazionali. I principi di marketing territoriale utilizzano linguaggio e strumenti adatti al destinatario che si vuole raggiungere (target), operano per incrementare il turismo e nuovi investimenti produttivi e per valorizzare le specifiche vocazioni produttive locali. Questa metodologia applicata a un territorio permette, a volte, anche di colmare sia le carenze di programmazione territoriale sia l assenza di sinergie economiche rimediando al declino economico di alcuni territori rilanciandone le prospettive di crescita. Le strategie e le azioni di marketing territoriale possono essere distinte secondo gli ambiti applicativi in: urbano, turistico, di investimento, di promozione dei prodotti tipici, di sviluppo dei distretti e, in generale, in tutti quegli ambiti peculiari e vocazionali del territorio. Per realizzare il progetto territorio è necessario un piano di marketing territoriale, costruito secondo un organizzazione sequenziale e logica di fasi. a. fase analitica preliminare, acquisizione dei dati su ambiente, risorse, bisogni, concorrenza; b. fase strategica, individuazione di forze, debolezze, minacce, opportunità, identità del territorio, target, segmentazione, posizionamento; c. fase operativa, azioni (attivazione delle persone, promozione, comunicazione, investimenti, ecc.); d. fase di controllo, rilevazione e controllo del grado di soddisfazione dei clienti interni ed esterni, interventi correttivi. M01_2_Economia_Agraria.indd 116 5/31/18 11:02 AM e te in F p c q p u c r 8 8 b e s ta a t n r e n n s z z e c o b im

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini