SEZIONE M

M 118 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA In altre parole si possono avere finanziamenti per: conduzione aziendale; gestione degli impianti cooperativi; acquisto di bestiame; acquisto di macchine per la trasformazione dei prodotti; acquisto di macchine e attrezzature agricole e irrigue; acquisto di materiale utilizzato dai soci; miglioramenti agrari; progetti ammessi ai finanziamenti europei, nazionali e regionali; interventi nel settore agroalimetare, in quello ambientale; interventi per l adeguamento sanitario, igienico e di sicurezza; interventi per la viticoltura e l olivicoltura; interventi per l edilizia rurale, ecc. Pertanto, le operazioni di finanziamento possono essere distinte nelle due vaste categorie del Credito d Esercizio e del credito di Miglioramento, che si differenziano negli scopi, nella modalità e nelle garanzie. Il primo mira prevalentemente a dare risposte alle esigenze di gestione delle aziende, fornisce a queste capitali a breve e medio termine, mentre il secondo è orientato verso esigenze del capitale fondiario e riguarda essenzialmente finanziamenti di lungo periodo. Il Credito d Esercizio si distingue ancora comunemente in prestiti di conduzione, della durata di un anno, prestiti di dotazione, cioè per l acquisto di bestiame, macchine e attrezzature, della durata di cinque anni, in anticipazioni su impegno di prodotti agricoli e in prestiti a favore di enti e associazioni agrarie per l acquisto di cose utilizzate dai soci. Queste ultime categorie di prestito prevedono la restituzione della somma nel momento in cui i prodotti possono essere venduti dagli agricoltori. Possono beneficiare del credito d esercizio agevolato le persone fisiche e giuridiche che conducono direttamente un fondo, incluse le cooperative, i consorzi, gli enti, che effettuino collettivamente la vendita o la trasformazione di prodotti. Il Credito di Miglioramento consiste in prestiti e mutui, della durata non superiore a 25 anni, da rimborsare mediante ammortamento con rate semestrali o annuali fisse, comprensive di quote capitali e interessi e accessorie. Essi finanziano l esecuzione di opere di miglioramento fondiario, come piantagioni, rimboschimento, costruzioni rurali, sistemazioni di terreno, opere di irrigazione e bonifica, e in generale qualsiasi opera rivolta al miglioramento stabile delle aziende. Sono altresì assimilate a queste le spese per acquisto di terreni, per la prima lavorazione e trasformazione collettiva dei prodotti agricoli. Possono beneficiare del credito di miglioramento le persone fisiche o giuridiche che posseggono terreni, nonché cooperative o altre associazioni che gestiscono impianti per la produzione, raccolta, commercializzazione o trasformazione di prodotti agricoli. Possono anche accedere ai finanziamenti vari enti, come i Consorzi di Bonifica, le Comunità Montane, i Comuni, le Regioni, ecc. Inoltre, esistono altre opportunità per la proprietà contadina, per chi possiede dei terreni montani, per la zootecnia e per le aziende danneggiate da avversità atmosferiche o calamità naturali. L offerta di mezzi finanziari può essere interna, operata dallo stesso imprenditore agricolo, o esterna, operata in gran parte dal credito bancario che rimane di gran lunga lo strumento prevalente per qualunque tipo di finanziamento. Le condizioni agevolate che le banche pongono nei confronti degli operatori agricoli non sono le stesse del cosiddetto credito ordinario, di solito troppo onerose per il settore agricoltura e quindi limitanti il ricorso al mercato dei capitali. Si tratta quindi di un credito agevolato, che incentiva gli investimenti in agricoltura mantenendo condizioni creditizie più favorevoli rispetto a quelle praticate sul mercato creditizio ordinario. Il credito agrario agevolato, inoltre, è assistito dalla prestazione di garanzie reali da parte dei beneficiari. Tali garanzie a favore del finanziatore sono individuate nel cosiddetto privilegio legale e nell ipoteca sul fondo. Un altro aspetto molto importante, che è regolato dalla legge, consiste nel legare l utilizzazione del credito allo scopo per il quale esso viene concesso, al fine M01_2_Economia_Agraria.indd 118 5/31/18 11:02 AM d fi n v d g a r a a d s le 8 n in n R d s s s le d r d p n p s te d R r d c p c d U p d e r

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini