SEZIONE M

M 120 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA è una componente importante di tale tipo di rischio. Per gli allevatori, per esempio, i prezzi da pagare per i mangimi possono essere più variabili del prezzo ricevuto per la carne o per il latte. Altre componenti del rischio di mercato riguardano poi la possibilità di far giungere le produzioni sui mercati. L efficacia e la disponibilità di reti di trasporto possono seriamente compromettere la possibilità di collocare il prodotto sui canali di sbocco (tale rischio assume particolare valenza nel caso delle produzioni deperibili). Infine, oltre ai casi citati, un tipo di rischio di mercato che tende ad assumere sempre maggiore importanza, generato dalla crescente diffusione dei contratti di fornitura di mezzi tecnici o servizi e di accordi relativi alla vendita del prodotto, è quello relativo alle inadempienze contrattuali. Rischio finanziario. Una categoria di rischio particolarmente importante per l impresa agricola è quella che comprende i rischi legati al finanziamento dell attività produttiva e che riguarda: a. il costo e la disponibilità di capitale a prestito; b. la capacità di potere sostenere le spese correnti senza ritardi (cash flow); c. la capacità di mantenere e accrescere lo stock di capitale aziendale. La necessità di anticipare capitali è un altra delle caratteristiche che distingue la produzione agricola da altre attività produttive. Quasi sempre le spese per l acquisto degli input precedono i ricavi ottenuti dalla vendita degli output, e l agricoltore si trova nella necessità di dover sostenere le spese correnti facendo ricorso a riserve finanziarie proprie, accumulate negli anni precedenti, o al credito. Quanto maggiore è l esposizione finanziaria, tanto maggiore è il peso del rischio legato a cambiamenti nel tasso di interesse o al cambiamento nel valore dei beni immobili forniti come garanzia del prestito. In particolare, nel caso dei debiti a lungo termine, come quelli che si rendono necessari per poter effettuare investimenti, il rischio da tasso di interesse può diventare rilevante, soprattutto perché è quasi del tutto fuori del controllo del debitore. Rischio istituzionale. Un ulteriore e importante fonte di rischio è il cosiddetto rischio istituzionale , che deriva da cambiamenti non anticipati di norme e regolamenti che influenzano l attività dell impresa. Tale tipo di rischio si manifesta generalmente sotto forma di vincoli alla produzione inattesi o cambiamenti non anticipati nei prezzi. Per esempio, modifiche nelle regole che prescrivono le modalità d uso di pesticidi o medicinali possono modificare il costo di produzione; la decisione di un Paese estero di limitare le importazioni di un prodotto può ridurne il prezzo. Altri rischi istituzionali possono derivare inoltre da cambiamenti nelle politiche che regolamentano lo smaltimento dei rifiuti animali, o nelle norme igieniche da rispettare in stalla, o nelle pratiche di conservazione del suolo, o ancora da cambiamenti nel regime fiscale o creditizio. Modifiche nei regimi di sostegno possono alterare in modo significativo le risorse a disposizione degli imprenditori nonché il valore della superficie agricola utilizzata dai produttori. Rischio sociale e/o personale. Gli agricoltori, infine, condividono con gli altri operatori economici rischi di tipo personale . Danni economici considerevoli possono derivare da eventi quali morte, invalidità, malattia. Altri eventi, meno tragici ma altrettanto imprevisti, come l abbandono dell attività agricola da parte di un membro della famiglia, possono avere conseguenze rilevanti sull organizzazione aziendale e sulla struttura dei redditi. Possono essere considerati in questa categoria anche i rischi di furto, incendio, calamità naturali che gravano sui capitali immobilizzati in azienda. M01_2_Economia_Agraria.indd 120 5/31/18 11:02 AM 8 è d a v a a d ti la l z s lo p r D d m d d s s r e d ti d fa a s s g d d In fu fi te z

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini