SEZIONE M

e e s- e; ti i e a e ro o ti tal p- mo el e i- ni e io ni ii. e ei STRATEGIE COMPETITIVE IN AGRICOLTURA M 125 Una delle condizioni fondamentali su cui si fondano i mercati assicurativi è l indipendenza statistica dei danni subiti dai vari assicurati. In agricoltura tale condizione viene spesso a mancare in quanto gli eventi agro-climatici avversi coinvolgono zone ampie, interessando quindi contemporaneamente un grande numero di imprenditori. Ciò genera livelli di rischio molto elevati per le compagnie assicurative che potrebbero trovarsi a dover indennizzare contemporaneamente tutti gli assicurati di una determinata zona, con evidenti conseguenze per la propria stabilità finanziaria. Un altro problema rilevante è legato alla asimmetria informativa , e cioè alle situazioni in cui le parti di un contratto possiedono livelli di conoscenza e informazione diverse in relazione all oggetto del contratto stesso. In agricoltura tale situazione si verifica spesso in quanto, nella generalità dei casi, i produttori hanno maggiori informazioni rispetto agli assicuratori circa la effettiva probabilità di subire decurtazioni nelle rese a causa di andamenti stagionali avversi. Gli imprenditori agricoli si trovano dunque nella posizione di valutare in che misura il premio richiesto dall assicuratore è commisurato alla effettiva dose di rischio cui sono esposti. In tali condizioni, si instaurano fenomeni di selezione avversa per cui il contratto assicurativo viene sottoscritto solamente dagli agricoltori relativamente più esposti. Sempre in ambito di asimmetria informativa, vi è anche il fenomeno del cosiddetto rischio morale (moral hazard ): una volta sottoscritto il contratto assicurativo, l assicurato ha scarsi incentivi a espletare con la dovuta diligenza tutte le operazioni necessarie per portare la coltura a buon fine. La possibilità di non ottemperare diligentemente alle condizioni previste dal contratto è facilitata dal fatto che le compagnie assicuratrici non hanno adeguati strumenti di controllo sul comportamento del singolo assicurato. Infine, la necessità di reperire informazioni su rese, superfici e condizioni climatiche relative ai singoli assicurati, nonché di effettuare articolate perizie aziendali per determinare l entità dei danni, genera nel caso dei programmi assicurativi agricoli costi amministrativi molto alti. Nonostante i problemi citati, in molti paesi agricoli, il sostegno dell operatore pubblico ha portato allo sviluppo di diverse tipologie di polizze assicurative fra cui le principali possono essere classificate come segue. Polizze sui rischi singoli e sui rischi combinati. Le polizze sui rischi singoli coprono i danni prodotti da un solo evento di rischio. Un esempio di polizze su rischi singoli è la polizza grandine, l unica polizza agricola diffusa in Italia su larga scala. Polizze sui ricavi. Le polizze sui ricavi assicurano il ricavo, calcolato come prodotto fra resa produttiva e prezzo alla raccolta. A differenza della polizza rese, che assicura solo le quantità prodotte, la polizza ricavi offre garanzie anche sulla variabilità del prezzo. La polizza rese assicura infatti la resa produttiva a un prezzo stabilito alla stipula del contratto, mentre la polizza ricavo copre anche le oscillazioni del prezzo. Grazie alla copertura congiunta di resa e prezzo, generalmente a correlazione negativa, le polizze ricavi permettono di ottenere coperture assicurative a costi più contenuti. Questo tipo di polizze è diffuso in modo particolare negli USA per i prodotti per cui vengono scambiati contratti futures, in quanto in assenza di tali indicatori di prezzo è difficile effettuare previsioni e rilevazioni dei prezzi obiettive e accettate dal mercato. P olizze sul reddito. Le polizze sul reddito coprono il risultato complessivo dell attività produttiva tenendo conto anche della dinamica dei costi. Il reddito assicurato è quindi formato dai ricavi al netto dei costi di produzione. Le polizze sul reddito possono riguardare i redditi delle singole produzioni o l intero reddito aziendale. M01_2_Economia_Agraria.indd 125 M 5/31/18 11:02 AM

SEZIONE M
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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini