SEZIONE M

en a e o si si a o ti a n- a: tui i, e e o o e be ù à n li ni ao a a o o o na ) PROGRAMMAZIONE LINEARE M 127 o minimizzare (costi) e la conoscenza dei vincoli da rispettare (i fattori limitanti). In definitiva la PL ci consente di risolvere la scelta della combinazione produttiva ottimale e la scelta della tecnica e del livello produttivo; si parla così di pianificazione globale. Nel primo caso si parte dalla funzione del reddito aziendale così rappresentata: R 5 r1 x1 1 r2 x2 1 r3 x3 1 ... 1 rn xn dove: R 5 reddito complessivo derivante dalla somma dei redditi di tutte le attività aziendali; r 5 reddito lordo delle singole attività aziendali; x 5 livello incognito delle attività ovvero le variabili di decisione. Il lavoro viene svolto per mezzo dei coefficienti tecnici o lineari che quantificano la quantità unitaria di fattore per attivare un dato processo produttivo. In genere i coefficienti tecnici, per le colture, sono riferiti ad ettaro (ha) o nel caso degli allevamenti all unità bovina adulta (UBA), ma si possono ricercare anche altri riferimenti. Con la PL, un imprenditore si propone di massimizzare la funzione del reddito, cioè di calcolare i valori delle x che rendono massima la funzione. I vincoli della funzione obiettivo R collegano fra loro i fattori e i loro consumi da parte delle varie attività e i livelli delle attività per mezzo della matrice della tecnica o della programmazione lineare di sotto riportata: P0 P1 P2 ........................ Pn A1 > a1,1 x1 a1,2 x2 ........................ a1,n xn ........................ ........................ ........................ ........................ ........................ ........................ ........................ ........................ ........................ ........................ Am > 0 5 am,1 x1 am,2 x2 ........................ am,n xn P0 5 colonna dove si inseriscono i fattori produttivi disponibili in quantità limitata; P1, P2 ..... Pn 5 colonne delle alternative da considerare; A 5 risorsa o fattore produttivo disponibile in quantità limitata; a 5 coefficiente tecnico ovvero la quantità di risorsa necessaria per portare a termine la produzione su un ettaro; x 5 livelli incogniti delle attività che si potranno quantificare con l utilizzo del metodo. I metodi più utilizzati per la risoluzione del problema sono: grafico, algebrico, del simplesso e duale. Nell ambito agrario quello più conveniente risulta l approccio grafico in quanto meno complesso e quindi alla portata di ogni tecnico e utilizzato per risolvere problemi di programmazione lineare con due sole variabili (due processi produttivi e prendendo in considerazione un numero limitato di fattori). Il metodo ci permette di rappresentare su di un piano cartesiano le rette dei vincoli e vedere per quale valore la funzione obiettivo si massimizza (redditi) o minimizza (costi) in base all obiettivo da raggiungere. Allo scopo si deve: considerare solo le risorse che siano limitanti alla realizzazione delle produzioni; sapere che il processo è basato sulla proporzionalità (l aggettivo lineare ha proprio questo significato) fra la quantità di fattore utilizzato e la quantità di prodotto ottenuto e ciò rimane valido anche per la componente finanziaria. Per esempio se l acquisto di 1 q di concime chimico comporta una spesa x, 50 q dello stesso fertilizzante comporteranno una spesa di 50x; ma sarà più difficile prevedere proporzionalità nei risultati di detto concime o anche di altri fattori come l acqua. Proprio per questo la risoluzione più rigorosamente matematica in campo agrario risulta meno attendibile. M01_2_Economia_Agraria.indd 127 M 5/31/18 11:02 AM

SEZIONE M
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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini