10.1.2 La Politica Europea per il settore agricolo

a ). e ea on . o o o e ni u- n n e- e- io- u- t- e n n- ni ni ni I SOGGETTI DELLA POLITICA AGRICOLA E IL SISTEMA DEI SERVIZI M 133 Atti comunitari. Le politiche della Comunità assumono la forma di regolamenti, diret- tive, raccomandazioni e pareri. I regolamenti hanno portata generale e sono applicati obbligatoriamente in tutti i Paesi membri, dove assumono valore di legge. I regolamenti possono essere emanati dal Consiglio dei Ministri o dalla Commissione. I primi sono i dispositivi in cui si concretizzano le decisioni politiche adottate dal Consiglio. I secondi sono invece emanati dalla Commissione nell ambito della sua attività di attuazione delle politiche comuni. Le direttive, a differenza dei regolamenti, non hanno valore di legge, ma vincolano i Paesi membri sui risultati da perseguire, demandando ad essi la definizione delle modalità di realizzazione delle azioni. Raccomandazioni e pareri non sono vincolanti per i Paesi membri. 10.1.2 La Politica Europea per il settore agricolo. Quella che viene comunemente identificata come Politica Agricola Comune (PAC), e che approfondiremo piu avanti, è un sistema di finanziamenti destinati alle attività di coltivazione all interno dell Unione; il suo scopo principale è quello di mantenere livelli adeguati di produzione agricola concedendo sussidi alle aziende e ai lavoratori direttamente impiegati nel settore. Sono stati introdotti sussidi e incentivi alla produzione agricola, per aumentarne la quantità e per rendere più stabili i prezzi, a beneficio degli agricoltori. In seguito si sono aggiunti gli obiettivi per garantire la sicurezza dei prodotti alimentari e il rispetto dell ambiente rurale. Una delle misure della politica agricola perseguita in quegli anni consisteva nella fissazione di livelli minimi di prezzo per i prodotti agricoli che generano enormi eccedenze. La procedura usuale dell Unione Europea era pagare gli esportatori perché potessero vendere tali prodotti all estero. L opinione pubblica ha dimostrato chiaramente di rifiutare di finanziare senza limite i surplus, ma tale politica è stata presa di mira non tanto dai Paesi del terzo mondo, esportatori di derrate agricole, quanto dai Paesi ricchi, in primo luogo gli Stati Uniti, che pretendevano di esportare nel ricco mercato europeo. Negli ultimi anni gli organi dell Unione hanno radicalmente cambiato la politica tradizionale. I nuovi regolamenti hanno drasticamente ridotto gli stimoli a produrre. Il risultato di tale inversione di rotta, proprio nel momento in cui gli Stati Uniti stanno dirottando le loro eccedenze agricole verso usi non alimentari, ma energetici, è stato criticato da chi paventa un acuirsi del problema dell approvvigionamento di cibo. Questo mentre l Asia sta mutando radicalmente dieta e, non avendo spazi sufficienti per produrre cereali per l allevamento, li dovrà acquistare. Avere abbandonato la politica della sicurezza potrebbe provocare conseguenze negative per i Paesi, come l Italia, che ormai non producono che una frazione dei cereali consumati e dei panelli proteici necessari per l allevamento. M 10.1.3 Altre organizzazioni internazionali. Dopo il secondo conflitto mondiale, un gruppo di 23 Paesi industrializzati decise di istituire una organizzazione finalizzata a promuovere una politica commerciale aperta ai mercati internazionali tale da favorire la ripresa economica dei Paesi aderenti. Nacque così il General Agreement on Tariffs and Trade (Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio, meglio conosciuto come GATT ). M01_2_Economia_Agraria.indd 133 5/31/18 11:02 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini