SEZIONE M

M 134 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA Trattasi in sostanza di un accordo internazionale per stabilire le basi di un sistema multilaterale di relazioni commerciali con lo scopo di favorire la liberalizzazione del commercio mondiale. Sebbene si trattasse di un organizzazione non riconosciuta nell ambito del diritto internazionale essendo i Paesi partecipanti indicati ufficialmente non come Paesi membri (di un organizzazione), ma come parti contraenti (di un accordo) è stato comunque esclusivamente nell ambito del GATT che, dal 1948 al 1994, si sono discusse e adottate le norme per regolare il commercio internazionale e sono stati affrontati e disciplinati i rapporti commerciali fra Stati Uniti, Unione Europea e gli altri Paesi a economia di mercato aderenti all accordo. Il principio sul quale è basato il GATT è quello della nazione più favorita (most favored nation): le condizioni applicate al Paese più favorito (vale a dire quello cui è attribuito il minor numero di restrizioni) sono applicate incondizionatamente a tutte le nazioni partecipanti. L articolo 1 dell accordo riguardante il trattamento generale della nazione più favorita sancisce infatti: Tutti i vantaggi, favori, privilegi o immunità, concessi da una Parte contraente a un prodotto originario da ogni altro Paese, o a esso destinato, saranno estesi, immediatamente e senza condizioni, a tutti i prodotti congeneri, originari del territorio di ogni altra Parte contraente, o a esso destinati. Quanto ai rapporti tra GATT e Comunità Europea prima e Unione Europea poi, questi sono regolati, nel diritto comunitario, dall articolo 113 del trattato di Roma (come successivamente modificato dal trattato di Maastricht) il quale attribuisce all Unione Europea una competenza esclusiva in materia di politica commerciale. Il GATT è cresciuto, nel corso degli anni, attraverso otto diverse sessioni di negoziati (indicate col termine di round ) per la riduzione delle tariffe doganali, nonché con l aggiunta di accordi plurilaterali tra i Paesi partecipanti. Il GATT (come organizzazione) è stato sostituito, dal 1 gennaio 1995, dall Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), World Trade Organization (WTO), organizzazione permanente dotata di proprie istituzioni che ha adottato i principi e gli accordi raggiunti in seno al GATT, mentre il GATT come accordo esiste ancora; per distinguere il nuovo accordo dall accordo originario, si parla di GATT 1947 quando ci si riferisce all accordo originario e di GATT 1994 quando ci si riferisce invece all accordo aggiornato nel 1994 a seguito dell Uruguay Round. La World Trade Organization (WTO) è un organizzazione che si propone di vigilare e liberalizzare il commercio internazionale. L organizzazione si occupa della regolamentazione del commercio tra i Paesi partecipanti, ma fornisce un quadro per la negoziazione e la formalizzazione di accordi commerciali. Il WTO si fonda su diversi accordi (agreements) negoziati e firmati dalla maggior parte delle nazioni del mondo; ha potere legislativo, esecutivo e giudiziario e i membri che non si adeguano alle regole stabilite nei vari accordi possono essere costretti a farlo dalle sanzioni commerciali stabilite da un tribunale ad hoc. Guidata dalla logica del mercato , la politica del WTO è stata sinora stabilita dai Paesi più potenti e dalle loro influenti società transnazionali. Il risultato è che le preoccupazioni legate all ambiente, alla cultura, ai diritti umani, alla qualità della vita sono state messe da parte mentre la globalizzazione ha proseguito la sua marcia. M01_2_Economia_Agraria.indd 134 5/31/18 11:02 AM p a b c d e 1 m a i e le c s s fo d im r v t z a b c d n z g fa p g n

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini