10.4 La ricerca in agricoltura

di e e ni o a a ci o, e le o e- di e li e si on e o o nsi a a ni e a ù a i, oo. m I SOGGETTI DELLA POLITICA AGRICOLA E IL SISTEMA DEI SERVIZI M 141 10.4 La ricerca in agricoltura. La capacità di competere sul mercato globale da parte dei prodotti agroalimentari italiani richiede ormai efficienza, produttività e riorganizzazione delle filiere. Tutto ciò presuppone un massiccio impegno in innovazione e ricerca. La particolarità dell agricoltura fa capire come la ricerca e la sperimentazione, in tutti i Paesi, siano finanziate da soggetti pubblici. Anche quando intervengano soggetti privati, l importanza del ruolo pubblico rimane centrale. Peraltro è stato dimostrato, già a partire dagli anni Cinquanta, il necessario incremento di spesa in ricerca agricola pubblica (Huffman e Evenson, 1993; Huffman e Just, 2000). In Italia il rapporto spesa in ricerca e PIL è al di sotto degli altri Paesi ad economia avanzata, ma quello che colpisce maggiormente è il sistema di ricerca in quanto appare fortemente frammentato, disorganico e disperso dal punto di vista territoriale. Infatti si concentra su di sistema universitario che conta 24 Facoltà di Agraria, con 150 dipartimenti. Vi sono, però, anche altre Facoltà universitarie in cui si svolge ricerca agraria (vedi gli economisti agrari, che sono presenti anche a Economia, Scienze politiche, Scienze della formazione, Architettura, Bioscienze e biotecnologie, Sociologia, Scienze umane e sociali, Scienze gastronomiche, Medicina e chirurgia, Scienze matematiche fisiche e naturali, Pianificazione del territorio, Ingegneria). Per quello che riguarda la ricerca extrauniversitaria si contano 50 Istituti legati al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MiPAAF), al CNR e al Consiglio per la Ricerca e sperimentazione in Agricoltura (CRA). Quanto sopra fa intendere che la ricerca in agricoltura ha bisogno di nuovi strumenti normativi e organizzativi che favoriscano la collaborazione innanzitutto fra pubblico e pubblico e poi fra pubblico e privato. Attualmente non appare possibile erogare sforzi in direzioni così diverse che siano in grado di far nascere eccellenze. Dunque la ricerca italiana dovrà ridisegnare l attuale sistema su modularità e flessibilità, piuttosto che sulla dispersione, e riconvertirsi in un modello a rete più razionale e organico più simile a quello centralizzato e gerarchico (come il modello francese e olandese) piuttosto che quello attuale fortemente frammentato. Nel sistema a rete infatti non esiste gerarchia fra ricerca universitaria, extrauniversitaria, centri regionali e privati, in ogni loro forma, ma piuttosto una collaborazione da cui deve scaturire una forza capace di rafforzare conoscenze, risorse, capitale umano con le relative competenze. Questo modo di operare ha avuto molte denominazioni di cui la più nota è la National Agricultural Research System (NARS), a sua volta espressione settoriale del generale concetto di National Innovation System (NIS). Recentemente questa idea di sistema della perfomance innovativa di un settore o di un Paese è stata associata a meccanismi di trasferimento delle conoscenze. Si parla allora di AKIS, ovvero di Agricultural Knowledge and Information System. In tutti i casi il punto fondamentale è che l innovazione di un sistema regionale o nazionale non si basa solo sulle scelte di finanziamenti pubblici ma piuttosto su come queste scelte vengano coordinate e integrate fra loro. M01_2_Economia_Agraria.indd 141 M 5/31/18 11:02 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini