11. La Politica Agricola Comune

M 142 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA M.1 11. La Politica Agricola Comune La Politica Agraria Comune o Comunitaria (PAC) consiste in una serie di norme e meccanismi che regolano la produzione, gli scambi e la lavorazione dei prodotti agricoli nell ambito dell Unione Europea (UE). Tra le politiche dell Unione Europea, la PAC è considerata una delle più importanti, sia per l estensione di territorio destinato all agricoltura e la sua relativa popolazione, sia per il suo peso a livello di bilancio comunitario (ne assorbe circa il 50%, a scalare nel corso degli anni), ma in particolare per il suo significato simbolico e il grado di sovranità che i singoli Stati membri hanno trasferito alla Comunità. L importanza della PAC è confermata dalla sua stretta correlazione con il mercato unico e l Unione Monetaria Europea (UME), due settori chiave dell integrazione europea. Nel trattato che istituisce la Comunità Economica Europea (Roma, 1957) furono previste tre differenti tipologie di politica: 1. la politica agricola comune (artt. 38-47); 2. la politica commerciale comune (artt. 110-116); 3. la politica comune dei trasporti (artt. 74-84). La PAC nasce all indomani del secondo conflitto mondiale in seguito alle esigenze degli Stati membri, tra cui Francia e Italia, che avevano gran parte della popolazione occupata in agricoltura. Chiedevano una politica agricola comunitaria in modo da raggiungere i vantaggi che la stessa Comunità europea forniva nel settore commerciale ai paesi più avanzati come la Germania. Gli addetti all agricoltura rappresentavano infatti un grande bacino elettorale per questi Paesi. La PAC, in origine, mirò a favorire l incremento della produttività nella catena alimentare, garantendo non soltanto approvvigionamenti stabili e prezzi accessibili ai consumatori, ma anche la redditività del settore agricolo comunitario. La caratteristica di assicurare l autosufficienza per i principali generi alimentari ha determinato una politica di sovvenzioni rigida e imperniata sulla produzione; politica che, a lungo andare, ha dato luogo a situazioni di eccedenze dei principali prodotti agricoli, con elevati aggravi di bilancio (circa il 70% del bilancio comunitario), distorsioni commerciali in alcuni mercati e crescenti preoccupazioni per la sostenibilità ambientale dell agricoltura. 11.1 Nascita e sviluppo della PAC. Durante la prima fase di attuazione della PAC, nel passaggio da CEE a UE (dal 1958 al 1992), gli obiettivi della politica agricola furono quelli stabiliti dall articolo 33 (ex articolo 39) del trattato di Roma, che aveva fissato per la PAC le seguenti finalità: incrementare la produttività dell agricoltura, sviluppando il progresso tecnico [ ]; assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola [ ]; stabilizzare i mercati; garantire la sicurezza degli approvvigionamenti; assicurare prezzi ragionevoli nelle consegne ai consumatori. Tali finalità furono garantite dall articolo 34 (ex articolo 40) del trattato CEE che prevedeva la creazione di una Organizzazione Comune dei Mercati agricoli (OCM) che doveva assicurare: regole comuni in materia di concorrenza; un coordinamento obbligatorio delle diverse organizzazioni nazionali di mercato; una organizzazione europea del mercato. Le OCM dovevano mirare a eliminare gli ostacoli agli scambi intracomunitari dei prodotti mantenendo barriere doganali comuni nei confronti dei Paesi terzi, in modo da bilanciare i prezzi delle merci favorendo quelle prodotte nei Paesi della M01_2_Economia_Agraria.indd 142 5/31/18 11:02 AM C z a A 1 2 n p g lu L a d b p e o a g la r in

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini