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M 146 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA Nel 1992 si operò una prima riforma della PAC, mediante la riduzione dei prezzi agricoli garantiti; venne inoltre posto l accento su un agricoltura più rispettosa dell ambiente. In sostanza si trattava dell inizio di un processo, il cui principale obiettivo era quello di promuovere il passaggio da una politica di sostegno dei prezzi e della produzione a una politica più ampia di sostegno del reddito agricolo. In questo ambito la riforma della PAC si proponeva i seguenti obiettivi: 1. raggiungere un equilibrio dei mercati tramite il controllo più efficace sulla produzione e un azione più dinamica sulla domanda; 2. accrescere la capacità di concorrenza dell agricoltura europea; 3. favorire metodi di produzione estensivi per garantire la salvaguardia ambientale e le rese produttive; 4. assicurare una ridistribuzione del sostegno finanziario per le aziende più deboli; 5. mantenere in attività un numero alto di agricoltori. Per raggiungere questi obiettivi furono messe in atto differenti misure. La prima riguardava la politica dei mercati comprendente la riduzione delle barriere all import, sussidi alle esportazioni e sussidi disaccoppiati (ovvero pagamenti indipendenti dalle quantità prodotte, legati alla superficie coltivata). Altre misure furono quelle riguardanti le politiche strutturali, che comprendevano aiuti agli investimenti e misure di accompagnamento mirate a produzioni eco-compatibili, a un minor uso di input produttivi e a interventi di miglioramenti di forestazione. Accanto alla revisione delle OCM, infatti, la CEE varò una serie di regolamenti volti alla diversificazione delle produzioni agricole. Alcuni interventi codificavano la produzione e la commercializzazione di alimenti biologici e di qualità (reg. 2092/91 sul biologico e reg. 2081/92 sui prodotti tipici); altri incentivavano l introduzione di metodi di gestione dell attività agricola, più compatibile con il mantenimento delle risorse naturali e attraverso la loro valorizzazione anche a fini turistici (reg. 2078/92, reg. 2080/92). Infine, il reg. 2079/92 istituiva un regime comunitario di aiuti al prepensionamento in agricoltura, allo scopo di favorire l ammodernamento nella conduzione aziendale. Nel 1999 venne attuata una ulteriore riforma, basata sull Agenda 2000, una delle più importanti e incisive riforme che la PAC abbia conosciuto e che rivoluzionava il modo in cui l UE sosteneva il settore agricolo. Vennero consolidate le modifiche apportate nel 1992 e furono individuati come obiettivi prioritari la sicurezza dei prodotti alimentari, la difesa dell ambiente e la promozione di un agricoltura sostenibile. Già con Agenda 2000 era stata data una spinta decisiva al nuovo processo di orientamento al mercato, introducendo un modello europeo di agricoltura incentrato sulla multifunzionalità dell attività agricola e sul ruolo centrale delle aree rurali per la diversificazione delle attività economiche degli agricoltori. Nel 1999 erano stati introdotti, infatti, con il regolamento CEE n. 1259/1999, due nuovi strumenti: l eco-condizionalità e la modulazione degli aiuti diretti, la cui applicazione da parte degli Stati membri rimaneva però volontaria. Con la riforma del giugno 2003 (riforma Fischler), si completò il processo di revisione della PAC e si assestò la più lunga e complessa fase di rinnovamento del sostegno comunitario all agricoltura e allo sviluppo rurale attraverso l approvazione dei regolamenti (CEE) n. 1782/2003 e n. 1783/2003. M01_2_Economia_Agraria.indd 146 5/31/18 11:02 AM s in s v s ( tu s ti r a m u in m d a lo li c a s p lo li r ta te p d c

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini