11.2 La PAC 2014-2020

M 148 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA indipendente dalla produzione ottenuta, calcolato sulla base dei premi percepiti nel triennio 2000-2002; si trattava quindi di una quota fissa di contributo erogabile ai titolari fino al 2013. La modulazione mirava alla riduzione dei pagamenti diretti alle grandi aziende allo scopo di finanziare la nuova politica di sviluppo rurale (un sistema di prelievi in percentuale degli aiuti diretti alle grandi aziende); in altre parole, si trattava del trasferimento di risorse dal 1o pilastro (interventi di mercato) al 2o (sviluppo rurale). La riforma del 2003 prevedeva anche un meccanismo di disciplina finanziaria con limitazione delle spese di sostegno al mercato e degli aiuti diretti (tra il 2007 e il 2013), finalizzato a impedire che venisse superato il bilancio agricolo fissato fino al 2013. Infine, nel novembre 2008, venne approvata un ulteriore riforma, che andava sotto il nome di health check , grazie alla quale il processo di progressiva diminuzione della spesa per gli interventi di mercato, sostituito dai pagamenti diretti e dallo sviluppo rurale, veniva ulteriormente rafforzato. In particolare, l health check introduceva la regionalizzazione, che modificava radicalmente la funzione dei pagamenti diretti identificandoli sempre più come un pagamento della condizionalità. La regionalizzazione consisteva nel passaggio dal sistema di pagamenti diretti disaccoppiati, basato su titoli storici, a un sistema di pagamento unico e semplificato, fondato invece su una forfetizzazione volontaria con l obiettivo di passare dai pagamenti diretti storici a pagamenti più omogenei, dal valore uniforme su tutta la superficie agricola. La modulazione, cioè il trasferimento di risorse dal 1o pilastro (interventi di mercato) al 2o (sviluppo rurale), con l health check veniva elevata dal 5% al 10% nel 2012. L health check mirava quindi al deciso potenziamento del 2o pilastro, cioè la politica di sviluppo rurale, sia in termini di risorse finanziarie che di competenze. Le nuove risorse per il 2o pilastro derivavano infatti dalla modulazione, mentre le nuove competenze erano molto ampie e spaziavano dai cambiamenti climatici alla biodiversità, attraverso la corresponsione sia di incentivi agli investimenti sia di finanziamenti per molte attività agricole, come l insediamento dei giovani, le misure agroambientali e i sistemi di qualità. Riguardavano anche attività non agricole, come interventi per il turismo. 11.2 La PAC 2014-2020. Il 18 novembre 2010 la Commissione europea ha presentato una comunicazione dal titolo La Politica Agricola Comune (PAC) verso il 2020 Rispondere alle sfide future dell alimentazione, delle risorse naturali e del territorio con la quale ha inteso fissare le linee guida per i futuri obiettivi della PAC post-2013. La nuova riforma deve contribuire a rendere il settore agricolo europeo più dinamico, competitivo ed efficace nel conseguire l obiettivo della strategia Europa 2020 e a stimolare una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva. La comunicazione cita testualmente: La Pac è di fronte a diverse sfide ( ) che spingono l UR a compiere scelte strategiche per il futuro a lungo termine della sua agricoltura e delle sue aree rurali ; la futura Pac deve essere efficace nell orientarsi verso queste sfide e contribuire alla Strategia UE 2020 . Nella Pac futura, i tre obiettivi chiave crescita intelligente , crescita sostenibile e crescita inclusiva dovranno significare rispettivamente: (a) incrementare l efficienza nell uso delle risorse e accrescere la competitività con l innovazione ; (b) mantenere rinnovabile la base produttiva ( ), producendo beni pubblici ambientali ; (c) liberare il potenziale economico delle aree rurali (Commissione europea, 2010a; Commissione europea, 2010b). M01_2_Economia_Agraria.indd 148 5/31/18 11:02 AM a b c m r c e s la d n r e In r tr a s b T u fi e p r s d d g d s r

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini