SEZIONE M

nal o ndi 3 di e il a o lo ae e a a2. di e e o à i- n0 3. o, a o vi o LA POLITICA AGRICOLA COMUNE M 149 Nella comunicazione si individuano tre obiettivi principali: a. una produzione alimentare economicamente redditizia (la fornitura di derrate ali- mentari sicure e in quantità sufficienti in un contesto di crescente domanda mondiale, di crisi economica e di maggiore instabilità dei mercati per contribuire alla sicurezza dell approvvigionamento); b. una gestione sostenibile delle risorse naturali e azioni a favore del clima (gli agricoltori devono spesso far prevalere le considerazioni ambientali su quelle economiche, ma i relativi costi non vengono compensati dal mercato); c. il mantenimento dell equilibrio territoriale e della diversità delle zone rurali (l agricoltura resta un motore economico e sociale di grande importanza nelle zone rurali e un fattore fondamentale per mantenere in vita la campagna e creare occupazione rurale). Numerose sono le sfide che la nuova PAC intende affrontare, riassumibili sostanzialmente in tre grandi categorie: sfide economiche, ambientali e territoriali. Per quanto riguarda le sfide economiche la nuova politica deve affrontare i problemi inerenti la sicurezza alimentare, una domanda più consapevole, la competizione a livello mondiale e l incertezza e instabilità dei mercati e dei prezzi. Complesse risultano anche le future sfide ambientali che attendono la nuova politica economica, riguardanti soprattutto la carenza e l inquinamento delle acque, il costante degrado dei terreni, la riduzione dell emissione di gas serra e la continua perdita di habitat naturali e biodiversità. Da non sottovalutare anche altre problematiche ambientali da affrontare, come il miglioramento dell efficienza energetica, la produzione di biomassa e di energia rinnovabile e il sequestro dell anidride carbonica e la protezione della sostanza organica del suolo. Infine, le ultime sfide da affrontare sono quelle di carattere territoriale in quanto le aree rurali hanno una struttura socioeconomica differenziata, fermo restando il ruolo centrale dell agricoltura anche nel generare altre attività economiche strettamente legate all industria alimentare, al turismo e al commercio che, in numerose regioni, costituiscono la base per lo sviluppo di tradizioni locali e dell identità sociale. Esistono anche ulteriori elementi introdotti dalla PAC che hanno rappresentato un cambiamento di rilievo per gli agricoltori e sono l agricoltura biologica e la politica di qualità. Tuttavia, per affrontare queste importanti sfide, è necessario: ovviare alle carenze più urgenti della PAC tramite cambiamenti graduali; rendere la PAC più ecologica, equa, efficiente ed efficace; abbandonare le misure di sostegno al reddito e le misure di mercato e concentrare l azione sugli obiettivi in materia di ambiente e cambiamento climatico. La Commissione ha previsto che venga mantenuto l attuale sistema dei due pilastri: il primo, che include i pagamenti diretti e le misure di mercato in cui le norme sono chiaramente definite a livello dell UE, e il secondo che comprende misure pluriennali di sviluppo rurale, in cui il quadro di opzioni è fissato a livello dell UE, ma la scelta finale dei regimi spetta agli Stati membri o alle regioni nell ambito di una gestione congiunta. Per i pagamenti diretti la Commissione intende adeguare il regime dei pagamenti diretti al fine di migliorarne la ripartizione e l orientamento e propone che i futuri pagamenti diretti sostengano il reddito di base degli agricoltori con un pagamento diretto disaccoppiato, un massimale, un orientamento verso gli agricoltori in attività , un sostegno semplice per i piccoli agricoltori e una maggiore attenzione per le zone caratterizzate da specifici vincoli naturali. In questo modo la Commissione intende rafforzare M01_2_Economia_Agraria.indd 149 M 5/31/18 11:02 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini