SEZIONE M

uo di o i- e e ni nnà e e di a o a eadi r e io, ie e a ni e o ali idi e a oo IMPRESA AGRICOLA, MERCATO E FATTORI PRODUTTIVI M 15 Attività imprenditoriale. Ai tradizionali fattori produttivi dell azienda agraria (capitale fondiario, capitale agrario e lavoro) andrebbe aggiunto il fattore imprenditoriale, inteso come coordinamento, organizzazione e assunzione del rischio d impresa. Tale fattore viene spesso escluso dalla trattazione in quanto, mentre i primi tre (capitale fondiario, agrario e lavoro) sono oggetto delle decision, e la loro descrizione e la conoscenza analitica sono essenziali per prendere delle decisioni, l imprenditore è invece il soggetto che adotta le decisioni relativamente all impiego dei fattori. Pertanto, le sue caratteristiche qualitative e quantitative, pur essendo importanti ai fini dei risultati dell attività imprenditoriale, non sono prese in esame ai fini delle decisioni aziendali, ma vanno considerate come un dato di fatto. Ciò è realistico soprattutto nelle imprese a conduzione famigliare, che rappresentano la forma più diffusa di conduzione in Italia, mentre nelle imprese di grandi dimensioni, condotte con salariati (conduzione in economia), la composizione dei gruppi manageriali che amministrano l azienda, è anch essa oggetto di decisione da parte dell impresa. Spesso in questi contesti le scelte aziendali sono a loro volta prese dai manager, tanto che la teoria economica ha preso in esame la cosiddetta impresa manageriale, i cui obiettivi possono differire da quella tradizionalmente considerata (obiettivo del massimo profitto). Si noti poi che gli imprenditori agricoli sono, più di altri, oggetto di importanti interventi pubblici, soprattutto nell ambito della Politica Agricola Comune (PAC), attraverso interventi di formazione professionale e assistenza tecnica alle aziende, che hanno come obiettivi specifici proprio il potenziamento delle capacità decisionali e imprenditoriali degli agricoltori. Inoltre, la figura dell imprenditore non viene considerata con riferimento all imprenditore puro, preso in esame dalla teoria economica (soggetto che assolve alla sola funzione imprenditoriale e acquista sul mercato i fattori produttivi), ma a quello concreto che apporta uno o più fattori produttivi, sia capitale che lavoro, manuale, direttivo e di attività imprenditoriale. Il numero di persone che lavorano nell azienda agraria e la differenziazione delle loro funzioni dipendono dalla dimensione aziendale, dalla specifica attività svolta dall azienda, dalla componente organizzativa del sistema aziendale. La differenziazione del lavoro in organi e in specifiche funzioni in alcuni casi risulta effettiva, in altri soltanto virtuale. Così le funzioni e gli organi direttivi ed esecutivi possono esistere come tali e far capo a una o più persone, ma possono essere rappresentati anche dallo stesso soggetto aziendale, come avviene nelle aziende a conduzione diretta, ove l imprenditore è allo stesso tempo lavoratore intellettuale e manuale, racchiudendo nella sua persona le funzioni decisionali e direttive, oltre che del lavoratore manuale. Si possono identificare cinque figure economiche tra le categorie di operatori dell azienda agraria: 1. il proprietario fondiario, che ha la proprietà del fondo agricolo, ovvero apporta il capitale fondiario (terra e migliorie); 2. il capitalista, che apporta in tutto o in parte il capitale di esercizio (o capitale agrario); 3. il lavoratore intellettuale, con funzioni direttive nell azienda; 4. il lavoratore manuale, con funzioni esecutive; 5. l imprenditore puro o astratto, che rappresenta il soggetto che organizza, a suo rischio, i fattori della produzione conferiti dalle altre figure economiche. M01_1_Economia_Agraria.indd 15 M 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini