SEZIONE M

M 150 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA i criteri ambientali per l assegnazione degli aiuti attraverso una componente ecologica obbligatoria dei pagamenti diretti, mirata a pratiche agricole destinate a contribuire al conseguimento di obiettivi di politica climatica e ambientale (pascoli permanenti, coperture vegetali, rotazione delle colture, il set-aside ecologico, ecc.). Riguardo alle misure di mercato la Commissione sottolinea la necessità di mantenere l orientamento al mercato della PAC, conservando nel contempo gli strumenti di gestione che hanno avuto un ruolo importante in tempi di crisi. Negli anni alcuni mercati agricoli sono stati modificati, in particolare quello dello zucchero scaduto nel 2014/2015, come anche il sistema delle quote latte (in vigore dal marzo 1984, reg. comunitario 856/1984 e successive modificazioni) cessato definitivamente dallo 01/04/2015. La Commissione ritiene che siano necessarie misure più generali per migliorare il funzionamento della filiera alimentare, che dovrebbe essere più trasparente e disporre al suo interno di un potere negoziale più equilibrato. Infine sottolinea l importanza della politica di sviluppo rurale che l UE conduce attraverso la PAC, per rafforzare la componente ambientale e migliorare il coordinamento di questa politica con le altre politiche europee. La Commissione propone anche di sostenere la competitività dell agricoltura, promuovendo l innovazione, di favorire la buona gestione delle risorse naturali e sostenere uno sviluppo territoriale equilibrato incoraggiando le iniziative locali. Oltre al rafforzamento degli strumenti di promozione e di valorizzazione della qualità, ritiene opportuno includere una serie di strumenti per gestire in maniera più efficace le incertezze legate al reddito e la volatilità dei mercati. Il 12/10/2011, dopo oltre un anno di preparazione e di dibattito, la Commissione UE ha presentato le proposte legislative sulla riforma della PAC per il periodo 2014-2020. Siamo di fronte alla quinta riforma in vent anni, che segue le ultime decisioni relative all evoluzione di questa politica, prese con il cosiddetto Health Check del 2008: in quella occasione furono sostanzialmente confermati fino al 2013 gli obiettivi e gli strumenti previsti dalla riforma Fischler del 2003, rinviando cambiamenti più radicali a decisioni successive, da applicare dopo il 2014. Le proposte legislative presentate dalla Commissione il 12/10/2011 sono un insieme molto corposo di documenti comprendente ben sette regolamenti, che hanno lo scopo di disegnare la nuova PAC per una durata di ben sette anni, dallo 01/01/2014. Nello specifico, i sette testi giuridici (dei quali i primi quattro sono i più importanti) riguardano i seguenti aspetti fondamentali. 1. I pagamenti diretti: proposta di regolamento che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell ambito della politica agricola comune. Sostituisce l attuale reg. 73/2009 e detta le norme per tutti i pagamenti accoppiati e disaccoppiati della PAC. 2. L OCM unica: proposta di regolamento che stabilisce un organizzazione comune di mercato dei prodotti agricoli (OCM unica) che sostituisce l attuale reg. 1234/2007. 3. Lo sviluppo rurale: proposta di regolamento sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale (FEASR); sostituisce l attuale reg. 1698/2005, definendo gli interventi del secondo pilastro della PAC e le regole per la programmazione e gestione dei Programmi di sviluppo rurale. 4. Il regolamento orizzontale: proposta di regolamento su finanziamento, gestione e monitoraggio della Politica agricola comune; sostituisce l attuale reg. 1290/2005 (regolamento orizzontale) stabilendo le norme per il funzionamento dei due fondi agricoli: il FEAGA e il FEASR. M01_2_Economia_Agraria.indd 150 5/31/18 11:02 AM 5 6 7 c c p te e c n a b c d e f. g c n

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini