1.3.2 Esternalità

E e, i. n e ri ei ue o e o iui di o il o, io ), n a e a nae e nia o i, o ti e ti o e ECONOMIA, AMBIENTE E CONTESTI ESTIMATIVI M 157 opportuno precisare che la definizione economica di bene pubblico è diversa da quella giuridica4. Per i beni pubblici puri non può sussistere un mercato e quindi è assente il prezzo. La loro stima dovrebbe quindi essere effettuata preferibilmente ricorrendo ai metodi proposti dall Estimo dei beni pubblici e solo in via derivata da quello dei beni privati. 1.3.2 Esternalità. Le esternalità possono essere definite come gli effetti vantaggiosi o svantaggiosi provocati sull attività di produzione o consumo di un individuo dall attività di produzione o di consumo di un altro individuo che non danno luogo a nessuna transazione monetaria tra i due. Ogni qualvolta la produzione di un bene determina dei danni a carico di uno o più soggetti, senza che questi ultimi vengano rimborsati del danno subìto, si avrà un esternalità negativa. Esempi tipici di esternalità negative determinate dalla produzione sono i fenomeni di inquinamento. Qualora un attività produttiva comporti dei benefici a vantaggio di altre attività produttive o di altri soggetti, senza che il produttore venga rimborsato, si avranno delle esternalità positive. Esempi tipici di esternalità positive sono il mantenimento del paesaggio da parte del settore primario oppure la funzione di depurazione di masse di liquami o rifiuti biologici svolta dal suolo agricolo. Le esternalità esistono quando, data la definizione dei diritti di proprietà, cioè dei diritti e degli obblighi incombenti su chi esercita un attività economica, il produttore non ha l obbligo di indennizzare i consumatori o i produttori danneggiati dalle sue attività o, viceversa, questi ultimi non hanno l obbligo di indennizzare il produttore in presenza di esternalità positive. 4 Il codice civile (artt. 822 e 826) distingue i beni di proprietà dello Stato e degli Enti pubblici territoriali in beni demaniali e beni patrimoniali. Art 822. Demanio pubblico. [1] Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare, la spiaggia, le rade e i porti; i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque definite pubbliche dalle leggi in materia; le opere destinate alla difesa nazionale. [2] Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade e le strade ferrate; gli aerodromi; gli acquedotti; gli immobili riconosciuti d interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia; le raccolte dei musei, delle pinacoteche, degli archivi, delle biblioteche; e infine gli altri beni che sono dalla legge assoggettati al regime proprio del demanio pubblico. Art. 826. Patrimonio dello Stato, delle Province e dei Comuni. [1] I beni appartenenti allo stato, alle Province e ai Comuni, i quali non siano della specie di quelli indicati dagli articoli precedenti, costituiscono il patrimonio dello Stato o, rispettivamente, delle Province e dei Comuni. [2] Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato le foreste che a norma delle leggi in materia costituiscono il demanio forestale dello Stato, le miniere, le cave e torbiere quando la disponibilità ne è sottratta al proprietario del fondo, le cose d interesse storico, archeologico, paletnologico, paleontologico e artistico, da chiunque e in qualunque modo ritrovate nel sottosuolo, i beni costituenti la dotazione della Presidenza della Repubblica, le caserme, gli armamenti, gli aeromobili militari e le navi da guerra. [3] Fanno parte del patrimonio indisponibile dello Stato o, rispettivamente, delle Province e dei Comuni, secondo la loro appartenenza, gli edifici destinati a sede di uffici pubblici, con i loro arredi, e gli altri beni destinati a pubblico servizio. M02_Estimo_Rurale_Amb.indd 157 M 5/31/18 11:05 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini