1.3.3 Risorse non riproducibili o parzialmente riproducibili

M 158 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ESTIMO: PRINCIPI E PROCEDURE ESTIMATIVE La presenza di esternalità nell ambito della produzione può essere dovuta quindi: p a in d r r h d p c c d q a a. a una carente definizione dei diritti di proprietà; b. alla natura di beni pubblici assunta dalle esternalità. I beni la cui produzione comporta la formazione di esternalità vengono definiti beni misti. Nel caso dei beni misti che generano esternalità negative, il costo di produzione privato è sempre inferiore a quello sociale, poiché una parte dei costi di produzione viene scaricata sulla collettività. Inoltre il prezzo di mercato è sempre inferiore a quello che sarebbe corretto dal punto di vista sociale. In un ottica pubblica la stima di un bene che produce esternalità negative, basata sul prezzo di mercato o sul costo di produzione, non può considerarsi corretta. Nel caso di un bene misto cui sono associate esternalità positive, i costi di produzione si possono considerare sostanzialmente esatti anche in un ottica pubblica. In questo caso però il prezzo della merce venduta non potrà essere considerato una misura corretta del valore sociale del bene in questione, poiché non tiene in considerazione il valore dei benefici esterni determinati da un dato ciclo produttivo. Da quanto osservato si può arguire che a seconda della natura pubblica o privata delle stime, il valore di un bene può essere diverso. 1.3.3 Risorse non riproducibili o parzialmente riproducibili. Molte risorse naturali impiegate nella produzione o consumate sono irriproducibili (materie prime) oppure presentano un tasso di crescita limitato nel tempo (ecosistemi naturali). Per esempio la provvigione di una foresta (cioè l incremento annuo della massa legnosa) dipende dalle caratteristiche della stazione e dallo stadio di sviluppo del bosco; lo stesso si può dire in generale per la flora e la fauna selvatica. Il mercato non è in grado di definire un prezzo corretto per queste risorse, poiché in generale non può tenere conto delle preferenze delle generazioni future e tende inoltre a favorire il consumo attuale a scapito di quello futuro. Nel caso dei beni comuni, un uso non regolamentato ha portato in passato al degrado delle risorse. 1.4 Contesti estimativi. In base a quanto osservato si possono distinguere due contesti estimativi che devono essere tenuti nettamente distinti: il contesto pubblico e quello privato. Come si vedrà, i due contesti estimativi, pur avendo in comune alcune tipologie di valore, in realtà si differenziano per le modalità di valutazione, per il tipo di beni da valutare, per i procedimenti da adottare e per l origine stessa delle stime. Come si è già visto le stime possono avere inoltre natura conflittuale o non conflittuale. Le stime di natura conflittuale danno luogo a giudizi di tipo estimativo, mentre le stime di tipo non conflittuale danno luogo a giudizi di tipo economico. Nel contesto privato si opererà in situazione conflittuale quando due o più soggetti attribuiscono un valore diverso al medesimo bene, sia esso un bene di consumo (a fecondità semplice o a fecondità ripetuta) o un fattore di produzione (a fecondità semplice o a fecondità ripetuta). Il perito estimatore potrà entrare nella controversia attraverso due strade distinte: quella extra-giudiziaria e quella giudiziaria. Nella prima la composizione avverrà direttamente tra le due parti in causa e il perito dovrà rispondere direttamente al committente. Nella procedura giudiziaria le parti delegano al giudice la composizione della controversia. In questo secondo caso il perito potrà assumere due diverse funzioni a seconda che assuma la veste di Consulente Tecnico d Ufficio o di perito di parte. M02_Estimo_Rurale_Amb.indd 158 5/31/18 11:05 AM M.2 2 2 fi s c 2 le fi s s o 2 d c o 1 2 d b lo c la e te

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini