2. Modelli di gestione aziendale e contratti agrari

a o io, o- a o; o- e- e el e o e a o e a, vi aro à ), e o idi i e io a il MODELLI DI GESTIONE AZIENDALE E CONTRATTI AGRARI M.1 M 17 2. Modelli di gestione aziendale e contratti agrari Il tipo di impresa, o forma di conduzione, deriva dal rapporto che si instaura, in virtù di una situazione di fatto o di un contratto (contratti agrari), fra le persone economiche del proprietario, dell imprenditore e del lavoratore manuale. L imprenditore può essere anche proprietario oppure no. Nel primo caso il sistema di conduzione che ne deriva si dice proprietà imprenditrice o anche conduzione diretta (economia diretta), nel secondo si ha l affitto. II proprietario-imprenditore può essere anche lavoratore manuale e, in tal caso, si ha la proprietà coltivatrice (piccola proprietà). Se, per contro, il proprietario-imprenditore non è lavoratore può assumere integralmente il rischio di impresa (impresa integrale), dando luogo alla conduzione diretta con salariati (fissi o avventizi), oppure solo in parte e si hanno allora le imprese parziali (colonia parziaria, mezzadria), caratterizzate dalla scissione della figura dell imprenditore fra due persone: il proprietario (concedente) e il colono; tali forme, peraltro, sono praticamente estinte. Anche l imprenditore non proprietario (affittuario) può essere lavoratore oppure no. Nel primo caso si ha il piccolo affitto o affitto contadino, nel secondo il grande affitto o affitto industriale o affittanza capitalistica. 2.1 Contratti agrari. Dalla forma di conduzione derivano i contratti agrari, stipulati fra proprietario, imprenditore e lavoratore, al fine di regolamentare i reciproci rapporti. La proprietà coltivatrice non origina contratti, essendo le persone economiche interessate riunite in una sola persona fisica. Rapporti contrattuali si hanno, invece, in tutte le altre forme di conduzione e sono di due tipi. a. Rapporti di conduzione (patti agrari): contratto di affitto; contratto di mezzadria (in via di estinzione); contratto di colonia (in via di estinzione). b. Rapporti di lavoro: contratti di lavoro. 2.2 Affitto dei fondi rustici. La conduzione in affitto è caratterizzata dalla scissione fra proprietà e impresa. Il proprietario (locatore) concede il fondo all affittuario, ricevendone quale compenso un canone annuo. L affittuario è imprenditore: coltiva il fondo ricavandone un reddito netto, la cui composizione è diversa a seconda che sia o meno lavoratore manuale. Tipicamente si verificano le condizioni seguenti. M a. Piccolo affitto contadino: è caratterizzato dal fatto che l affittuario è lavoratore, direttore, capitalista; è diffuso un po dappertutto, come la proprietà coltivatrice. b. Grande affitto industriale: è caratterizzato dal fatto che l affittuario è direttore ca- pitalista, ma non lavoratore, ricorre, cioè, a manodopera salariata fissa e avventizia. diffuso soprattutto nella pianura lombarda, dove il grande affittuario porta, nella gestione dell azienda, possibilità, mezzi, capacità, volontà che nel proprietario concedente mancano in parte o del tutto. In tali condizioni, l affittuario è considerato un esaltatore della produttività e un benemerito del progresso agricolo. I rapporti di affitto sono regolati dalle norme del codice civile e dalla legislazione speciale sui contratti agrari (legge del 3/5/1982, n. 203). Le norme da seguire sono varie e riguardano principalmente gli aspetti descritti di seguito. M01_1_Economia_Agraria.indd 17 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini