2.5.2 Determinazione del saggio di sconto (o di

M 170 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ESTIMO: PRINCIPI E PROCEDURE ESTIMATIVE Stima del reddito del proprietario tramite l analisi della produzione vendi- m r bile: R s 5 PLV 2 (Q 1 Sv 1 Sa 1 St 1 I 1 Tr) dove: PLV 5 produzione vendibile dell impresa comprensiva di eventuali contributi pubblici erogati stabilmente a vantaggio delle imprese; Q 5 quote di ammortamento, di assicurazione e di manutenzione; Sv 5 spese sostenute durante il ciclo produttivo per l acquisto di fattori produttivi a fecondità semplice; Sa e St 5 salari e stipendi; I 5 interessi sul capitale di esercizio; Tr 5 tributi. Stima del reddito del proprietario tramite l analisi del canone d affitto: R s 5 Caf 2 (Qu 1 Qsf-In 1 Sas 1 Samm 1 Tr) dove: Caf 5 canone d affitto; Qu 5 quote di manutenzione straordinaria, ristrutturazione e riqualificazione; Qsf-In 5 quote relative a prevedibili periodi di sfitto e inesigibilità; Sas 5 spese di assicurazione; Samm 5 spese di amministrazione; Tr 5 imposte. Nella determinazione del reddito bisogna considerare che tra i costi va inserita anche la remunerazione dei fattori produttivi apportati dall imprenditore concreto, quali il lavoro, gli interessi sul capitale che egli immette nel ciclo produttivo ed eventualmente il profitto normale. La stima sia delle voci poste all attivo che di quelle poste al passivo, va fatta in un ottica di ordinarietà. Deve trattarsi cioè di ricavi e costi mediamente ritraibili da un imprenditore avente capacità medie e operante nell area in cui il bene è ubicato. d c a r p c d n m d e in 2 n ta 2.5.2 Determinazione del saggio di sconto (o di capitalizzazione). Il saggio di sconto da impiegare nell accumulazione all attualità dei redditi futuri viene definito saggio di capitalizzazione ed è diverso dal saggio commerciale di sconto, cioè da quello ordinariamente praticato dalle banche. Infatti il saggio di capitalizzazione corrisponde a quel saggio per cui, dal punto di vista dell imprenditore, è sostanzialmente indifferente continuare a produrre e disporre di un reddito annuo costante in futuro, oppure vendere il bene e disporre subito del capitale che può fruttare. In termini più formali il saggio di capitalizzazione (rc ) sarà quello per cui: ( o m te R 5 P ? rc dove: P è il prezzo di vendita e R il ricavo medio futuro supposto continuativo e illimitato. Si può quindi comprendere come il saggio di capitalizzazione abbia sia una componente oggettiva, sia una soggettiva: la prima è data dal saggio mediamente ottenibile sui mercati da investimenti con un grado analogo di rischiosità, la seconda è data dalla propensione soggettiva al rischio. d V R n r M02_Estimo_Rurale_Amb.indd 170 5/31/18 11:05 AM s

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini