2.6.3 Costo di riproduzione

M 174 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ESTIMO: PRINCIPI E PROCEDURE ESTIMATIVE di realizzare il bene che si intende stimare. Infine, ricorrendo ai prezzi riportati nelle pubblicazioni specializzate, si può pervenire al calcolo del costo complessivo. La stima del costo tramite il computo metrico-estimativo è comunque assai complessa e può facilmente condurre a una stima per eccesso del costo, poiché non considera la dimensione dell attività produttiva e la tendenziale riduzione dei costi medi all aumentare della dimensione dell intervento. 2.6.3 Costo di riproduzione. Nella prassi estimativa spesso si rende necessario stimare il costo di un bene già prodotto, cioè di un bene a fecondità ripetuta che è già in uso da un certo lasso temporale. In questo caso non si tratta di stimare il costo di costruzione, quanto quello di riproduzione. Si pongono al riguardo due problemi. Innanzitutto, qualora la produzione risalga a un periodo di tempo molto anteriore rispetto all epoca della stima, possono essere modificate le tecniche di produzione e, quindi, può risultare improponibile la ricostruzione del bene con i metodi originari. In questo caso si dovrà far riferimento ai costi necessari a riprodurre con le tecniche attuali un bene quanto più simile a quello originale e in grado di fornire benefici analoghi a coloro che lo utilizzano quale bene di consumo o fattore di produzione. Quando vi sia una perdita di funzionalità, si potrà apportare un aggiunta al costo di riproduzione che possa tenere nel debito conto la riduzione dei benefici che è in grado di produrre. In secondo luogo, si dovrà considerare che il bene non è nuovo e quindi ha già prodotto una parte dei benefici per cui era stato originariamente realizzato; in questo caso si seguiranno due possibili vie per calcolare il costo deprezzato: applicare un coefficiente di deprezzamento al costo a nuovo: Kd s 5 d K s dove: Kd s 5 costo deprezzato e d 5 coefficiente di deprezzamento compreso tra 0 e 1; ridurre il valore a nuovo di un importo pari alle quote di ammortamento che si suppongono già accantonate: Kd 5 K 2 n Qamm s s dove: n corrisponde agli anni di vita del bene da valutare e Qamm è la quota annua di ammortamento. 2.7 Procedure per la stima del valore di trasformazione. Il valore di trasformazione di un bene consente di ricostruirne, sia pure indirettamente, il valore. In questo caso si dovrà preliminarmente definire una relazione tecnica tra il bene da trasformare e il bene trasformato e ciò potrà avvenire identificando un processo ordinario di trasformazione. Il perito dovrà cercare di ricostruire il processo tecnologico tramite il quale il bene viene usualmente trasformato, facendo riferimento alla utilizzazione ordinaria, cioè a quella che viene attuata dalla maggior parte degli imprenditori che operano nell area dove viene prodotto il bene da trasformare. Il processo ordinario di trasformazione deve prescindere dalla figura del proprietario e dalle modalità con cui egli eventualmente opera la trasformazione. Le modalità con cui viene calcolato il costo sono quelle illustrate in precedenza (per via comparativa o per via ricostruttiva), tenendo in ogni caso presente che tra i costi va anche computato il profitto normale di impresa. M02_Estimo_Rurale_Amb.indd 174 5/31/18 11:05 AM d tr n 2 z e g a p e q s 2 z e g a p e q s 2 h in r d e in v d a d d c p m

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini