2.2.1 Qualifica di affittuario coltivatore diretto

M 18 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA 2.2.1 Qualifica di affittuario coltivatore diretto. sancita dalla l. 203/82 e stabilisce che per la qualifica di coltivatore diretto è necessario che la complessiva forza lavorativa del nucleo familiare non sia inferiore a un terzo di quella occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo, tenuto conto anche dell impiego delle macchine agricole ed equiparando il lavoro della donna a quello dell uomo. Questa norma vale anche per la definizione del proprietario diretto coltivatore. 2.2.2 Durata del contratto. Può essere al massimo di 30 anni (art. 1573 C.C.), elevabile a 99 anni se si tratta di fondi destinati al rimboschimento (art. 1629 C.C.). La durata minima è stabilita dalla l. 203/82 in 15 anni, e ridotta a 6 anni per il cosiddetto affitto particellare , riguardante singoli appezzamenti ricadenti in territorio dichiarato montano e che non costituiscono un unita produttiva idonea, cioè capace di assicurare un reddito pari ad almeno la retribuzione di un salariato fisso comune. 2.2.3 Estinzione dell affitto. Avviene alla scadenza contrattuale solo se una delle parti ne dà disdetta almeno un anno prima. In mancanza di disdetta, il contratto si intende tacitamente rinnovato per il periodo minimo di legge. 2.2.4 Recesso dal contratto. Consiste nella facoltà, che ha solo l affittuario, di sciogliere il contratto alla fine di una qualsiasi annata agraria, mediante preavviso comunicato al concedente almeno un anno prima. L annata agraria decorre dall 11 novembre al 10 novembre dell anno successivo. 2.2.5 Risoluzione del contratto per inadempimento. Può essere ottenuta anche dal concedente, ma solo per grave inadempimento del concessionario (affittuario) e a seguito di sentenza. L inadempienza è grave se riguarda il mancato pagamento del canone, l incuria nella coltivazione e nella conservazione del fondo e delle relative attrezzature, l instaurazione di rapporti di subaffitto. 2.2.6 Equo canone. Il canone è determinato e corrisposto in denaro. La determinazione dell equo canone, stabilito dalla l. 203/82, veniva operata in base a tabelle fissate, per zone agrarie omogenee, dalle apposite commissioni tecniche provinciali e consisteva nel moltiplicare i redditi dominicali del 1939 per dei coefficienti compresi fra un minimo di 50 volte e un massimo di 150 volte. La legge consentiva la stipulazione di contratti in deroga alle norme sull equo canone, a condizione che le parti fossero assistite dalle rispettive organizzazioni professionali agricole. La normativa sull equo canone è stata abrogata con sentenza della Corte Costituzionale del 05-07/2002, n. 318, che ha ritenuto le modalità di calcolo dell equo canone prive di razionale giustificazione. 2.2.7 Miglioramenti fondiari. Vengono distinti, in base alla l. 203/82, in miglioramenti in senso generico e piccoli miglioramenti. Sono piccoli miglioramenti quelli eseguiti dall affittuario coltivatore diretto e che non comportano la trasformazione dell ordinamento produttivo, ma sono diretti a rendere più agevoli e produttivi i sistemi di produzione in atto. I piccoli miglioramenti possono essere eseguiti dall affittuario, senza l osservanza delle particolari procedure di legittimazione di cui si dirà in seguito, ma soltanto previa comunicazione al proprietario. Per quanto attiene ai miglioramenti in genere, ciascuna parte può eseguire opere di miglioramento, addizioni e trasformazioni, osservando le seguenti procedure. La parte che intende eseguire i miglioramenti è tenuta a darne preventiva comunicazione scritta ai servizi per M01_1_Economia_Agraria.indd 18 6/14/18 4:32 PM l z g s t m s lu 2 il o ti c d ta im m n 2 il ti r c le u 2 fr s c te 2 m d c p q la p p le fo c n

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini