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M 188 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ESTIMO: PRINCIPI E PROCEDURE ESTIMATIVE Tra questi si possono sicuramente ricordare i costi di trasporto per raggiungere i luoghi di vendita e i costi necessari a raccogliere le informazioni necessarie per poter fare scelte efficienti. La quantità consumata di qualsiasi bene dipende perciò sia dal suo prezzo, sia dai costi complementari al suo acquisto, oltre che, ovviamente, dal reddito del consumatore e dal prezzo di eventuali sostituti. Anche per i beni pubblici esiste una funzione di domanda individuale e collettiva, ma non può essere osservato un prezzo poiché i beni pubblici puri non sono prodotti da privati e, in assenza di una funzione di offerta, non può formarsi un prezzo di equilibrio osservabile. A determinate condizioni tuttavia è possibile affermare che il prezzo di mercato è uguale all utilità marginale, cioè alla variazione di benessere individuale conseguente a un cambiamento molto piccolo nella disponibilità di un bene. Una diversità sostanziale esiste però tra beni pubblici e privati. Nel caso dei beni privati si avrà infatti: l b p 3 b n s a p e p p 5 Cm 5 Um1 5 Um2 5 Um3 5 ... 5 Umn Per i beni pubblici vale invece la condizione: p 5 Cm 5 Um1 1 Um2 1 Um3 1 1 Umn dove: Cm sono i costi marginali e Um le utilità marginali. Per i primi il prezzo sarà pari all utilità marginale di ogni singolo consumatore presente sul mercato; per i secondi sarà pari alla somma di tutte le utilità marginali. Qualora fosse possibile misurare monetariamente le variazioni di utilità conseguenti a una modificazione nella disponibilità (quantitativa o qualitativa) di un bene pubblico, sarebbe possibile pervenire alla stima del suo valore. La misura monetaria di tale variazione di utilità è data dal cosiddetto surplus del consumatore. In economia, con l espressione surplus del consumatore si intende la somma che viene risparmiata dal consumatore quando il prezzo di mercato sia inferiore alla sua massima disponibilità a pagare per poter acquistare un data quantità del bene stesso. Per misurare il surplus del consumatore è necessario conoscere la sua funzione di domanda; vi sono due modalità alternative per misurare la funzione di domanda: un primo approccio trascura il fatto che la variazione dei prezzi comporta implicitamente anche una modificazione del reddito reale. Per questa via si perviene alla stima della funzione di domanda ordinaria (o non compensata) o marshalliana ; in alternativa, si perverrà alla stima della funzione di domanda compensata o hicksiana . Tramite la funzione di domanda ordinaria si può stimare un solo tipo di surplus del consumatore, definito surplus ordinario o marshalliano. Il ricorso alla più corretta analisi della domanda compensata può condurre alla stima di quattro diverse misure del surplus: Variazione Compensativa, Variazione Equivalente, Surplus Compensativo e Surplus Equivalente. All atto pratico, comunque, quando il valore del bene non incide considerevolmente sul reddito del consumatore, le misure del surplus hicksiana e marshalliana si possono considerare sostanzialmente simili, anche in considerazione dei margini di errore insiti nelle procedure di stima usualmente impiegate. La stima del valore dei beni pubblici si basa perciò essenzialmente sull analisi della funzione di domanda, al contrario di quanto accade per i beni privati la cui stima si fonda essenzialmente sull analisi della funzione di produzione e sui costi sostenuti dall impresa. M02_Estimo_Rurale_Amb.indd 188 5/31/18 11:05 AM I p e d t g d d 3 s z d b p d p N d s u

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ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini