2.2.8 Norme per evitare il deterioramento del fondo

e ili e e aa o nn re oie e e el e aana di ioe ali e ità ai ier MODELLI DI GESTIONE AZIENDALE E CONTRATTI AGRARI M 19 l agricoltura dell amministrazione competente, nonché all altra parte. L amministrazione, udite le parti per un tentativo di accordo, deve, qualora questo non sia raggiunto, emettere parere, favorevole o contrario, sul progetto. Quando i miglioramenti sono stati eseguiti a spese del proprietario, questi può chiedere all affittuario l aumento del fitto corrispondente alla nuova classificazione del fondo. Quando i miglioramenti sono stati eseguiti a spese dell affittuario, questi ha diritto a un indennità corrispondente all aumento di valore conseguito dal fondo a seguito dei miglioramenti da lui effettuati risultante al momento di cessazione del rapporto. 2.2.8 Norme per evitare il deterioramento del fondo. Mirano a non far deteriorare il fondo e a mantenerlo in normali condizioni di fertilità. A garanzia del rispetto di tale obbligo vengono stabilite, nei capitolati d affitto, varie norme, fra cui le più frequenti sono: l obbligo di mantenere una certa superficie a foraggere; l imposizione di un certo carico di bestiame; l obbligo di impiegare nel fondo tutto il letame prodotto; il divieto di effettuare pratiche che asportano fertilità dal terreno; il divieto di praticare talune colture negli ultimi anni dell affitto (colture di rapina). Per quanto riguarda le immobilizzazioni fondiarie (fabbricati, strade, fossi, canali, ecc.) l affittuario è tenuto a mantenerle in normali condizioni di conservazione e a non deteriorarle più di quanto non sia lecito in conseguenza dell uso normale. 2.2.9 Consegna e riconsegna. Al momento della consegna del fondo all affittuario, il proprietario compila un inventario (inventario di consegna), in cui e descritto è quantificato ogni elemento del patrimonio. Alla fine dell affitto si compila un inventario di riconsegna, in modo che possano emergere le differenze di stato e di consistenza tra le cose consegnate e quelle riconsegnate. Dal confronto fra le quantità consegnate e quelle riconsegnate emerge il cosiddetto bilancio di finita locazione, che pone in evidenza un eventuale saldo a debito o a credito dell affittuario. 2.2.10 Patti in deroga. Sono previsti dall art. 45 della l. 203/82 secondo cui gli accordi fra le parti, anche in contrasto con la normativa di legge, sono validi purché vengano stipulati con l assistenza delle rispettive organizzazioni professionali o davanti al giudice. fatto, comunque, divieto di stipulare contratti di mezzadria, di colonia, di compartecipazione (esclusi quelli stagionali e quelli di soccida). M 2.3 Colonia parziaria e mezzadria. La colonia parziaria e la mezzadria, un tempo molto diffuse in Italia, interessano oggi frange del tutto marginali della superficie fondiaria. Sono caratterizzate dalla cointeressenza del lavoratore ai risultati dell impresa: il colono, cioè, assume una parte del rischio ed è, come il concedente, imprenditore. Le persone interessate al contratto di mezzadria erano due: da una parte il concedente, in qualità di proprietario, affittuario, usufruttuario; dall altra il colono-mezzadro, o meglio la famiglia colonica. II concedente forniva il fondo, detto podere, dotato di fabbricati per l abitazione della famiglia colonica e quelli necessari in rapporto all ordinamento produttivo. La famiglia colonica si assumeva l impegno di fornire tutto il lavoro manuale necessario alla produzione. Gli oneri relativi al capitale fondiario (imposte e quote fondiarie) gravavano sul concedente. II capitale agrario (macchine, bestiame, scorte circolanti) era conferito da entrambi secondo le consuetudini locali. Le spese di gestione erano ugualmente suddivise. M01_1_Economia_Agraria.indd 19 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini