3.3 Metodi di stima

M 190 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ESTIMO: PRINCIPI E PROCEDURE ESTIMATIVE Si noti che, mentre la componente estrattiva può essere valutata con approcci riconducibili a quelli dell Estimo dei beni privati, quella non estrattiva richiede il ricorso ad approcci ad hoc che saranno illustrati in seguito. I valori d uso diretti non estrattivi sono dati essenzialmente dal valore ricreativo del territorio e delle risorse che vi sono presenti. Quando la fruizione non sia di tipo volontario avremo dei benefici di tipo indiretto che assumono essenzialmente la natura di servizi. Per esempio, il bosco produce dei benefici ambientali a favore di chi risiede nelle sue vicinanze in termini di migliore qualità dell aria, di assetto idrogeologico, ecc., ma raramente una persona sceglie di risiedere in una data area perché ritiene migliore la qualità dell aria oppure considera più sicuro il territorio. I valori di non uso afferiscono essenzialmente alla componente altruistica del comportamento umano. Molte persone infatti rinunciano a parte del loro reddito perché una risorsa sia conservata in modo del tutto indipendente dalla possibilità di fruire dei beni e dei servizi che essa può produrre13. Tale atteggiamento altruistico può riguardare la risorsa in sé (valore di esistenza), la possibilità che ne beneficino le generazioni future (valore di lascito) o che a beneficiarne siano altri soggetti (valore vicario). La presenza e l importanza delle diverse componenti dipendono ovviamente dal tipo di risorsa e dalla sua localizzazione, ma in generale danno luogo alla formazione del cosiddetto valore economico totale (VET). Il VET è quindi dato dalla totalità dei beni e dei servizi che un determinato ambiente può produrre a favore dell uomo. Mentre per i valori d uso si dispone di metodologie di valutazione sostanzialmente affidabili, nel caso dei valori di non uso sussistono tutt oggi alcune perplessità circa la possibilità di pervenire a dei valori attendibili. Da ultimo va posto in risalto che molto spesso sia i beni pubblici sia quelli privati sono in grado di produrre flussi multidimensionali di benefici (o esternalità). I quesiti estimativi potranno pertanto riguardare sia il bene nel suo complesso sia alcune tipologie di benefici esterni prodotti benché, in generale, sia possibile affermare che il valore di un bene è pari alla somma del totale dei benefici prodotti. Ne consegue che la stima del valore di un bene pubblico potrà essere realizzata sia in modo olistico (facendo riferimento al bene nel suo complesso) sia quale sommatoria delle varie categorie di benefici prodotti. 3.3 Metodi di stima. I metodi di stima del valore dei beni ambientali si possono suddividere in prima istanza in due grandi categorie a seconda che si basino sui costi da sostenere per produrre (riprodurre) il bene (qualora ovviamente ciò sia possibile) oppure sulla domanda dei beni stessi. Avremo quindi: 1. metodi basati sull analisi dell offerta (costi); 2. metodi basati sulla domanda. I primi fanno sostanzialmente riferimento alle usuali tecniche impiegate in campo estimativo (costi di surrogazione, di ripristino, ecc.), mentre i secondi tendono a quantificare i benefici che le risorse ambientali producono a favore della collettività tramite il surplus del consumatore. 13 il caso delle donazioni fatte alle organizzazioni che realizzano progetti di salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale. M02_Estimo_Rurale_Amb.indd 190 5/31/18 11:05 AM 3 c m c e q c d s p v te a q t s p r s c c n V d d s e m la fu tr in im s p p ta fi fa lo a im e p

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini