3.3.2 Metodi basati sulla domanda (analisi del surplus del

E a e ae li il e o a e e . o e. a a so ù Ea e ià me oà o n oo e oo a o e il e n- STIMA DI BENI NEL CONTESTO PUBBLICO M 195 attività economica dal fatto di beneficiare di una esternalità positiva. Tale stima potrà risultare relativamente semplice quando, come nel caso richiamato della barriera frangivento, la relazione tecnica tra produzione ed esternalità sia sufficientemente semplice da definire. Quando tale relazione risulti complessa, ovviamente anche la stima potrà risultare complicata17. Infine merita un cenno il fatto che per alcuni Autori il valore complementare, applicato al patrimonio immobiliare, dovrebbe consentire di pervenire alla stima del valore della qualità ambientale. Si tratta anche in questo caso di un evidente equivoco terminologico. Pur essendo indubbio che il valore degli immobili viene influenzato dalla qualità dell ambiente che li circonda, è però altresì chiaro, in base a quanto osservato, che non si tratta di un valore complementare così come definito dall Estimo privato. Infatti, esiste sicuramente complementarità tra valore dell immobile e qualità ambientale, ma tale relazione non può essere stimata con il metodo del valore complementare proposto dall Estimo privato. quindi opportuno in questo caso parlare di valore edonico (hedonic price), metodo che sarà brevemente descritto in seguito. Indotto economico. Si è già detto in precedenza che la valutazione dei beni in un ottica pubblica, pur potendo mutuare alcuni approcci dall Estimo privato, deve pur sempre operare seguendo quanto indicato dall analisi costi-benefici. Questa metodologia per la valutazione degli investimenti pubblici considera che un investimento possa generare tre categorie di benefici e costi: 1. diretti, che sono sostenuti dal soggetto che realizza l investimento; 2. indiretti, che competono a soggetti diversi da quello che ha realizzato l investimento; 3. esterni, che assumono natura non mercantile e quindi non sono immediatamente monetizzabili. Quando si cerca di stimare il valore di un bene ambientale bisogna perciò considerare anche gli effetti indiretti che potremmo definire genericamente con il termine indotto economico . Per analizzare compiutamente gli effetti indiretti sarebbe necessario disporre di tavole input-output sufficientemente disaggregate e aggiornate, strumento che però raramente è disponibile su scala sub-regionale. In realtà, quindi, salvo il caso di eventi di tipo catastrofico che coinvolgono grandi porzioni del territorio, può essere più opportuno trascurare questa componente dei benefici generati dai beni pubblici, poiché il margine di errore che deriva dal non computarla si può considerare assai modesto. M 3.3.2 Metodi basati sulla domanda (analisi del surplus del consumatore). Gli approcci che consentono di giungere alla stima del surplus del consumatore, secondo lo schema proposto da Mitchell e Carson (1989), possono essere classificati come di seguito. 1. Metodi diretti basati su comportamenti reali: referendum, simulazioni di mercato, analisi di mercati paralleli privati. 17 Si pensi, per esempio, alla relazione che indubbiamente sussiste tra attività turistiche e paesaggio agro-silvo-pastorale: se pur è vero che il numero di turisti è fortemente influenzato dalla qualità del paesaggio, è altresì evidente che numerosi altri fattori possono incidere sul fenomeno, per cui risulta arduo stabilire una precisa relazione tra essi. M02_Estimo_Rurale_Amb.indd 195 5/31/18 11:05 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini