SEZIONE M

E a e e 8 iil a r ] e ] o ] ei e o e e aa ] ue e a, on i. e ue. STIMA DI BENI NEL CONTESTO PUBBLICO M 199 dove: Sfi 5 numero gite effettuate dall intervistato i-esimo (o saggio di frequenza individuale); Ci 5 costi sostenuti per utilizzare il bene ricreativo dall intervistato i-esimo; x 1i, ..., x vi 5 caratteristiche socioeconomiche dei singoli intervistati o altre variabili inerenti il tipo di attività ricreative effettuate. Tramite la [4] potrà essere calcolato il surplus del consumatore di ogni intervistato. Il metodo individuale, rispetto a quello zonale, presenta limiti e vantaggi che vanno in ogni caso considerati. Da un lato, può essere utilizzato solo quando un singolo fruitore utilizzi il bene più volte nell arco di tempo considerato. Inoltre, essendo incentrato sulle dichiarazioni di singoli individui, potrà con maggiore facilità contenere errori nella stima della [4], specie quando il numero di gite effettuato sia molto alto. Da ultimo va richiamato che quando la distribuzione territoriale degli intervistati non corrisponda a quella della popolazione nel bacino d utenza, è possibile che le stime prodotte siano falsate rispetto a quanto ottenibile con il TCZ. Vanno, peraltro, ricordati alcuni indubbi vantaggi relativi alla possibilità di realizzare stime assai più robuste dei parametri della [4] per l elevata numerosità delle unità statistiche considerate20. Inoltre, è possibile inserire nella funzione di domanda alcune caratteristiche socioeconomiche dei singoli intervistati che rendono le funzioni stesse più attendibili sul piano economico ed econometrico. Il metodo del TC, nei due formati descritti, per lungo tempo è stato considerato l approccio maggiormente attendibile nella valutazione delle risorse ambientali poiché, come si è visto, si basa sull analisi di comportamenti reali. Più di recente sono emersi alcuni limiti non trascurabili anche del TC. Inoltre permangono nella sua applicazione numerosi problemi che possono introdurre un notevole grado di incertezza nei risultati conseguiti. Al riguardo si possono aggiungere le seguenti considerazioni (Randall, 1994): a. la dotazione di mezzi per svolgere le attività ricreative cambia notevolmente tra soggetti e il costo per fruire del bene ricreativo non può fare riferimento unicamente alle spese vive sostenute durante il viaggio. Considerando il totale dei mezzi acquistati e impiegati a fini ricreativi, diviene assai difficile ripartire le loro quote di ammortamento tra diversi ambiti visitati nel periodo di vita dei mezzi stessi; b. quando durante una stessa gita vengano raggiunte più località, non è possibile ripartire il costo sostenuto tra di esse e quindi è estremamente complesso stimare i benefici ricreativi; c. il metodo di fatto non si presta a stimare i benefici ricreativi quando, durante un certo periodo di tempo, un attività possa essere svolta in più siti con caratteristiche qualitative differenti (Bokstael et al., 1992), poiché non tiene nel debito conto le relazioni di sostituibilità delle diverse aree ricreative; d. i costi di vitto e alloggio hanno notevole variabilità e non possono essere considerati in toto come strettamente funzionali alla fruizione ricreativa; M 20 Nel TCZ il numero di unità statistiche è dato dalle aree in cui è stato suddiviso il bacino di utenza che normalmente non sono più di 10 o 15. Nel TCI il numero di unità statistiche è dato dalla totalità degli intervistati che generalmente è dell ordine delle centinaia o delle migliaia. M02_Estimo_Rurale_Amb.indd 199 5/31/18 11:05 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini