3.4 Tecniche di stima non monetarie con analisi

E o o- o- e o di n- e i- o m li r a ti r- ia n eme; e a- STIMA DI BENI NEL CONTESTO PUBBLICO M 207 n. Bisogna dimostrare che l intervistato è in grado di distinguere tra danni permanenti e danni temporanei. o. Bisogna dimostrare che, con riferimento ai danni temporanei, l intervistato ha com- preso il timing delle azioni di ripristino. p. I responsabili dell indagine dovranno farsi carico di provare che i risultati ottenuti non contengono errori rilevanti. 3.4 Tecniche di stima non monetarie con analisi multicriteriali. La stima del valore d uso sociale, oltre che con le tecniche monetarie sopra elencate, può essere formulata anche con tecniche non monetarie. In generale, si può ricorrere a stima non monetaria quando si deve giudicare quale, fra diverse iniziative possibili, risulta socialmente preferibile. In tal caso, si può ricorrere a tecniche che consentono di attribuire un coefficiente dimensionale, un punteggio, ad uno o più beni, che esprime la stima della loro rilevanza sociale o qualità ambientale. Si tratta di tecniche multicriteriali, nel senso che il punteggio attribuito al bene oggetto di stima risulta da una sintesi, o aggregazione, di più punteggi assegnati allo stesso bene in relazione a differenti criteri di stima. Per criterio di stima si intende, in questo contesto, l aspetto che viene considerato ai fini della valutazione. Dovendo valutare la qualità urbana di un insediamento residenziale, i criteri di stima potrebbero essere: salubrità, panoramicità, presenza di servizi pubblici, presenza di strutture scolastiche, presenza di parcheggi, presenza di strutture commerciali. Il punteggio da assegnare a ciascun criterio può variare, ad esempio, da 1 a 4, considerando 1 5 scadente, 2 5 sufficiente, 3 5 buono, 4 5 ottimo. Una volta attribuito un punteggio a ciascun criterio, che ne misuri l importanza nella formazione del valore finale, si potrebbero sommare i punteggi per ottenere l espressione numerica del valore della qualità urbana di quell insediamento. Ciò sarebbe accettabile nell ipotesi che i diversi criteri di stima adottati presentino tutti la medesima importanza, abbiano cioè uguale peso nel concorrere alla valutazione complessiva. , tuttavia, ben raro che questa ipotesi sia aderente alla realtà, poiché di fatto i diversi aspetti considerati assumono sempre una diversa importanza, un diverso peso. allora necessario stabilire preliminarmente il peso che ciascun criterio di stima assume nella valutazione globale. Per esprimere il peso di ciascun criterio si adotta, generalmente, una valutazione in decimi, ossia una scala di pesi compresi tra 1 e 10. Nella valutazione della qualità ambientale finalizzata a un insediamento residenziale, ad esempio, si potrebbe considerare criterio prevalente quello della salubrità e pertanto assegnargli il peso 10, in secondo luogo considerare importante la presenza di strutture commerciali e assegnare a questo criterio il peso 8; poi, a seguire, assegnare i seguenti pesi: 6 alla panoramicità, 4 alla presenza di servizi pubblici, 3 alla presenza di parcheggi, 2 alla presenza di strutture scolastiche. Il punteggio definitivo, ossia il valore globale del bene (V), va calcolato mediante la somma ponderata dei punteggi assegnati a ciascun criterio, ossia effettuando la sommatoria dei prodotti tra ciascun punteggio (x) assegnato ai diversi criteri e il peso attribuito al criterio considerato (p): c- M V 5 x1 # p1 1 x2 # p2 1 ... 1 xn # pnw M02_Estimo_Rurale_Amb.indd 207 5/31/18 11:05 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini