1.3.2 Stima di aziende a cancello aperto

M 214 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - STIMA DEI BENI AGROFORESTALI tutt altro che trascurabile. In ogni caso, è sempre opportuno cercare di stimare funzioni che abbiano forme matematiche diverse e scegliere quella che meglio spiega i dati osservati. Le variabili indipendenti che possono essere inserite nei modelli sono numerosissime e possono riguardare sia le caratteristiche intrinseche sia quelle estrinseche richiamate in precedenza: l unico vero limite sta ovviamente nella possibilità di ottenere le informazioni sulle variabili da inserire nei modelli. Qualora gli appezzamenti da valutare presentino una notevole difformità, è più corretto per molti versi ricorrere al metodo per valori unitari procedendo alla stima separata dei terreni con caratteristiche similari, sommando quindi i loro valori e avendo comunque la cautela di considerare che generalmente il prezzo unitario di compravendita diminuisce in rapporto alle dimensioni del fondo. Infine, potranno essere effettuate opportune aggiunte o detrazioni per tenere conto di eventuali peculiarità del fondo (per una descrizione delle principali aggiunte e detrazioni ®oltre). comunque opportuno che le aggiunte e le detrazioni costituiscano una correzione del valore stimato e non finiscano per alterarlo notevolmente; in ogni caso dovranno essere adeguatamente motivate dell estimatore sulla base di parametri tecnici dimostrabili e misurabili. 1.3.2 Stima di aziende a cancello aperto. Quando la stima riguardi un azienda nel suo complesso, il ricorso alle procedure dirette è indubbiamente più complicato per la difficoltà di osservare compravendite di aziende simili a quella in esame; in questo caso la scomposizione dell azienda in parti, che saranno oggetto di stima separata, diventerà per molti versi inevitabile. Il riferimento sarà quindi costituito dal metodo per valori unitari che comunque dovrà essere saldamente ancorato ai prezzi di mercato delle colture registrabili in compravendite di singoli appezzamenti. Per tenere nel debito conto l effetto della dimensione dell azienda sul valore unitario si potrà fare riferimento a quanto emerso al riguardo in ricerche di carattere scientifico che hanno applicato il metodo della valutazione pluriparametrica. Anche in questo caso si potrà porre il problema di eventuali aggiunte o detrazioni. 1.3.3 Stima di aziende a cancello chiuso. Quando l azienda sia stimata a cancello chiuso, si dovrà procedere alla valutazione dei prodotti aziendali e del capitale agrario in essa presenti. Ciò può non presentare particolari problemi qualora l azienda abbia redatto un bilancio contabile ai sensi del codice civile. In caso contrario si dovranno utilizzare dei criteri ad hoc. Macchine e attrezzi. Per quanto riguarda le macchine e gli attrezzi, si può procedere in vari modi. Innanzitutto si dovrà verificare se, come nel caso degli automezzi, delle trattrici o di altri macchinari, esista un mercato dell usato. In questo caso la stima sarà semplice poiché si applicheranno i prezzi indicati nelle riviste specializzate o eventualmente desumibili intervistando conoscitori del mercato locale dell usato. Qualora sia assente il mercato dell usato si potrà effettuare la stima tramite il calcolo del valore deprezzato. Innanzitutto viene calcolata la quota media annua di ammortamento che per semplicità può essere ottenuta facendo riferimento al criterio del deprezzamento lineare: Qam 5 (Vi 2 Vf )/n dove: Vi 5 valore a nuovo del mezzo; Vf 5 eventuale valore residuo al termine del periodo di ammortamento; n 5 durata economica dal mezzo. M03_Estimo_Rurale_Stime.indd 214 5/31/18 11:08 AM B v P te o n c te p 1 m fo a id fi 1 2 1 s n d p m d e a a e n s d p d p I a a

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini