3. Bilancio dell’impresa agraria

M 22 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - ELEMENTI DI ECONOMIA mercati esteri e nei confronti della Gdo e di conseguire un migliore posizionamento sul mercato, trasferendo sempre maggiore valore ai soci. Le forme di cooperazione nei vari comparti agricoli sono, prevalentemente, le seguenti. a. Cooperative avicunicole: sono imprese cooperative che svolgono attività di allevamento, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di carni di coniglio, carni avicole e uova. b. Cooperative florovivaistiche: sono le imprese cooperative che coltivano, lavorano, conservano e commercializzano fiori e piante. c. Cooperative lattiero-casearie: sono imprese cooperative che svolgono attività di raccolta, trattamento e trasformazione del latte in prodotti caseari (formaggio, burro, latte alimentare, ricotta, ecc.) e loro commercializzazione. d. Cooperative olearie: sono le imprese cooperative che gestiscono quanto conferito dai produttori soci, sia che si tratti di materie prime per la trasformazione (olive, ecc.) che di prodotto finito da commercializzare. e. Cooperative ortofrutticole: sono le imprese cooperative che svolgono attività di lavorazione e commercializzazione di ortaggi e frutta conferiti dai produttori soci. fondamentale il ruolo svolto dalle cooperative nel comparto della produzione ortofrutticola e nella concentrazione commerciale dei prodotti attraverso proprie filiere specifiche di valorizzazione. Le imprese cooperative controllano infatti quote rilevanti della produzione ortofrutticola e assai significativa risulta anche l incidenza cooperativa nei confronti dell esportazione nazionale sia nel comparto degli ortofrutticoli freschi che trasformati. f. Cooperative di servizi e meccanizzazione: sono imprese cooperative che svolgono attività di organizzazione della produzione di cereali e semi oleaginosi e forniscono mezzi e assistenza tecnica agli agricoltori soci. g. Cooperative tabacchicole: sono le imprese cooperative che, svolgono attività di lavorazione e trasformazione del tabacco conferito dai soci. h. Cooperative vitivinicole: sono le imprese cooperative che oltre a lavorare e trasformare uve, conferite dai soci produttori agricoli, valorizzano e commercializzano i prodotti (vini, spumanti, succhi di uva, ecc.). i. Cooperative zootecniche e stalle sociali: sono imprese cooperative che svolgono attività di allevamento, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di carni bovine e suine. M.1 u tr s è c c d ti m o d u è P fi c fr m a e s 3 in p s a le 3. Bilancio dell impresa agraria L azienda agraria, secondo la definizione data da A. Serpieri, è la combinazione elementare dei mezzi di produzione. Questa definizione puntualizza che l azienda è un insieme di mezzi di produzione riuniti secondo quei rapporti quantitativi che rispondono alle necessità tecniche d impiego (concetto espresso dal termine combinazione ). Questo insieme di fattori non è riducibile senza compromettere l efficienza produttiva (concetto espresso dal termine elementare ). Finalità ultime delle aziende sono la produzione e la distribuzione ai soggetti economici aziendali di nuova ricchezza sotto forma di redditi, e per perseguire questi obiettivi risulta indispensabile l adozione di M01_1_Economia_Agraria.indd 22 6/14/18 4:32 PM t i m

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini