4.2 Procedure di stima

mo e o a, a di o i a n. t- o oi- è oo. ue é o ta- o; si % a- STIMA DI BOSCHI E ARBORETI DA LEGNO M 227 4.2 Procedure di stima. Nella pratica estimativa, sono quattro le principali tipologie di bosco considerate: 1. arboreti da legno; 2. popolamenti coetanei a produzione periodica; 3. popolamenti disetanei a produzione periodica; 4. popolamenti coetanei o disetanei assestati per un prodotto annuo. La stima può avere per oggetto la determinazione del valore del suolo (V 0s ) e del soprassuolo (V ss). A differenza degli altri beni fondiari, nei boschi il V ss è di gran lunga superiore al V 0s e ciò, almeno in linea di principio, consente di introdurre alcune semplificazioni che possono essere utili per ovviare ai molti problemi connessi all impiego dei metodi indiretti di stima che, peraltro, costituiscono spesso una scelta obbligata per l estimatore. 4.2.1 Stima di arboreti coetanei. Secondo l art. 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227 per arboricoltura da legno si intende la coltivazione di alberi, in terreni non boscati, finalizzata esclusivamente alla produzione di legno e biomassa. La coltivazione è reversibile al termine del ciclo colturale. Pertanto gli arboreti sono caratterizzati dalla totale reversibilità nella destinazione del suolo. Inoltre, molto spesso sono monospecifici e il ciclo produttivo non è eccessivamente lungo. Per certi versi, quindi, da un punto di vista valutativo essi assumono una caratterizzazione intermedia tra una coltura legnosa agraria e un bosco. Le modalità di stima cambiano a seconda che l arboreto occupi in modo perpetuo la superficie oppure alla fine del ciclo venga sostituito da un seminativo. Nell ipotesi di occupazione perpetua del suolo il valore dell arboreto, al momento che precede il suo impianto, sarà: 1 V0s 5 Bfp 1 1 1 rc 2 t 2 1 dove: Bfp è dato dalla differenza tra ricavi e costi riferiti alla fine del ciclo produttivo (o turno). Come si è già visto per i frutteti e i vigneti, il V ss si ottiene per differenza tra V 0s e V sm, cioè il valore dell arboreto in un anno intermedio del ciclo produttivo. Il V sm può essere ottenuto con i tre approcci alternativi indicati nel caso delle legnose agrarie. In generale è più corretto utilizzare il metodo dei redditi futuri quando si sia prossimi alla fine del turno e quello dei redditi passati quando si sia prossimi all impianto. Ovviamente ciò che diversifica la stima degli arboreti da legno da quella delle colture legnose agrarie è la diversa distribuzione temporale dei costi e dei ricavi. In particolare, nel caso dell arboreto, la maggior parte dei ricavi avviene a fine ciclo con l esbosco totale della superficie. La stima si presenta più complessa qualora sia ipotizzabile che alla fine del ciclo produttivo l arboreto sia sostituito da un seminativo o da altra coltura agraria. Una possibile soluzione può essere data dalla capitalizzazione dei redditi futuri (Gallerani, Zanni e Viaggi, 2004): t 1 Vms 5 V0s 1 a 1 Pri 2 Spi 2 Bf 2 1 1 1 r 2 i2m i 5m11 M dove: V 0s 5 valore del terreno con la coltura che succederà all arboreto; Pri 5 ricavi nell anno i-esimo; Spi 5 spese nell anno i-esimo; Bf 5 beneficio fondiario medio della coltura che succederà all arboreto. M03_Estimo_Rurale_Stime.indd 227 5/31/18 11:08 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini