4.2.3 Popolamenti disetanei a produzione periodica

STIMA DI BOSCHI E ARBORETI DA LEGNO M 229 a, a Il valore del soprassuolo si ottiene anche in questo caso tramite la differenza tra V sm e V 0s . Nel caso in cui vengano trascurati i ricavi negli anni intermedi, il valore del soprassuolo sarà: iie a. a a a n, Redditi futuri ; e; o; e me e ma ). e- o o Redditi passati Vss 5 Pt 1 1 1 rc 2 t2m 2 1 s 1 Bfa 2 Vss 5 R 1 1 1 r 2 t 1 1 s 1 Bfa 2 1 1 1 r 2 t2m 2 1 r 1 1 1 r 2 t2m 11 1 r2m 2 1 r dove: Bfa 5 beneficio fondiario del bosco che si ottiene annualizzando il reddito periodico. La stima per procedura indiretta del valore del suolo e del soprassuolo dei boschi coetanei deve comunque essere fatta con notevole cautela poiché l estremo rigore matematico può non trovare riscontro in un analoga affidabilità dei risultati conseguiti a causa della notevole lunghezza del turno. Pertanto è sempre necessario procedere a un attenta analisi dei valori di macchiatico realizzati in stazioni simili per avere quanto meno un termine di paragone tra il valore stimato e la resa effettiva dei boschi. 4.2.3 Popolamenti disetanei a produzione periodica. La maggior parte dei boschi italiani è costituita da popolamenti disetanei in cui si procede periodicamente (ogni 10-20 anni) a un taglio detto taglio di curazione, a scelta, da dirado, saltuario (Merlo, 1993). Sul bosco vi è quindi una costante copertura vegetale e non viene effettuato un taglio a raso. Con il taglio di curazione vengono abbattute le piante che hanno superato un certo diametro (definito di recidibilità), oltre ad alcune piante di diametro inferiore che siano in eccesso rispetto a quella che è considerata la norma selvicolturale. La norma è, quindi, costituita dal numero di alberi distribuiti per classe diametrica presenti all interno di una popolazione disetanea che, per ragioni selvicolturali, viene lasciata nel bosco dopo il taglio di curazione. Se la struttura per classi diametriche è sostanzialmente omogenea, si può supporre che il taglio si sussegua nel tempo in modo costante ogni p anni. All anno 0 avremo nel bosco solo una massa legnosa corrispondente alla norma, mentre all anno p la massa legnosa sarà superiore. Il valore del bosco si modificherà costantemente nel tempo passando dal momento 0, subito dopo il taglio, al momento p che lo precede. Il valore iniziale sarà: Pp i s W0 5 1 2 1 1 1 rc 2 p 2 1 rc rc M Il valore a un anno intermedio m compreso tra 0 e p sarà: Wm 5 1 1 1 r 2 p2m 1W0 r 1 1 1 r 2 p2m Pp 1 1 i 2 s 2 dove: Pp 5 valore di macchiatico del taglio di curazione. La differenza tra Wm e W0 corrisponde però al valore del solo soprassuolo che si forma durante il periodo di curazione, ma non al valore totale della provvigione, cioè della M03_Estimo_Rurale_Stime.indd 229 5/31/18 11:08 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini