3.1 Rilevazioni e bilancio contabile dell’azienda

ul e- ani o, di o, o e, di rie a t- oo- di ri o ni n o). ia o di BILANCIO DELL IMPRESA AGRARIA M 23 un sistema di rilevazione dei valori aziendali. Fatte queste precisazioni è necessario introdurre alcune definizioni per comprendere la formazione e il significato del bilancio sotto il profilo contabile ed economico. Il ciclo di produzione è il periodo di tempo entro il quale la produzione dell azienda è costante, a meno di non tener conto di variazioni originate da cause accidentali. Il ciclo di produzione è espressione perciò di costanza di capacità produttiva e non di costanza di produzione, come si potrebbe pensare al primo impatto. Esso può avere durata annua quando, per esempio per il grano, il tempo che intercorre tra due raccolti è di un anno. Il ciclo è invece periodico quando la produzione è costante a intervalli multipli di anni (es. un bosco coetaneo, un frutteto specializzato coetaneo...). Un bosco o un frutteto, sono invece sistemati a turno annuo quando sono disetanei (con piante di età diversa), e ogni anno si interviene per tagliare (bosco) o sostituire (frutteto) un ugual numero di piante per ciascun anno di età. L inizio del ciclo dell annata agraria è convenuto per consuetudine; la data di inizio risponde tuttavia a precise necessità. Per esempio, nell eventualità di trasferimenti causa compra-vendita o di cambio di affitto sarebbe opportuno che non esistessero pendenze in modo da evitare valutazioni, compensi e obblighi. Il bilancio dell azienda agraria è tipicamente annuo: se l azienda comprende anche frutteti, vigneti o altra coltura a ciclo periodico, è preferibile riportare i risultati economici ad annualità con varie modalità. In generale, il bilancio si apre all inizio dell annata agraria e si chiude al termine. Esso deve essere condotto in modo che i redditi risultino entità disponibili alla data di chiusura. Essi sono, infatti, posticipati di fronte al ciclo cui si riferiscono. 3.1 Rilevazioni e bilancio contabile dell azienda. Per redigere il bilancio e individuare i redditi disponibili occorre adottare un sistema di contabilità in cui i capitali investiti nell attività aziendale vengono di volta in volta annotati, classificandoli sia in base alla loro provenienza (fonti) sia in base alla loro destinazione (impieghi), annotando il valore corrispondente. I principali valori aziendali potrebbero riguardare le seguenti voci: Impieghi Fonti Capitale proprio Debiti di finanziamento Debiti di funzionamento Ricavi di vendita Altri ricavi Costo di acquisto fattori pluriennali Costo di acquisto materie prime Costo di acquisto servizi Costo del personale Oneri finanziari Oneri tributari Valore iniziale del magazzino prodotti Attività finanziarie Crediti Liquidità M Tra le fonti di finanziamento dell attività aziendale si possono distinguere tre categorie principali: il capitale proprio; i debiti di finanziamento e di funzionamento; i ricavi. Il capitale proprio è costituito dalle risorse che il proprietario o i soci hanno stabilmente destinato all attività aziendale. M01_1_Economia_Agraria.indd 23 6/14/18 4:32 PM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini