M.4 STIME LEGALI

USUFRUTTO, USO E ABITAZIONE M 237 M.4 Stime legali 1. Usufrutto, uso e abitazione 1.1 Usufrutto. L usufrutto è un diritto di godimento su un bene immobile di proprietà altrui ed è regolamentato dagli artt. 978-1026 del codice civile. L unico elemento che differenzia l usufrutto dalla proprietà è la durata: al contrario della proprietà l usufrutto ha infatti una durata limitata stabilita per legge: La durata dell usufrutto non può eccedere la vita dell usufruttuario. L usufrutto costituito a favore di una persona giuridica non può durare più di trent anni (art. 979). L usufrutto quindi può cessare per la morte dell usufruttuario, dopo 30 anni nel caso di persone giuridiche oppure per prescrizione per effetto del non uso durato per venti anni; per la riunione dell usufrutto e della proprietà nella stessa persona; per il totale perimento della cosa su cui è costituito (art. 1014). L usufruttuario ha diritto di godere della cosa, ma deve rispettarne la destinazione economica e può trarre dalla cosa ogni utilità che questa può dare (art. 981) (pur con i limiti previsti dal codice civile). comunque tenuto a restituire il bene nello stato in cui si trovava alla consegna e a utilizzarlo. In particolare, dovrà restituire le scorte vive e morte in uguale quantità e qualità mentre l eventuale eccedenza o deficienza deve essere regolata in danaro, secondo il valore al termine dell usufrutto (art. 998). Qualora l usufrutto comprenda anche cose consumabili l usufruttuario ha diritto di servirsene e ha l obbligo di pagarne il valore al termine dell usufrutto secondo la stima convenuta. Mancando la stima, è in facoltà dell usufruttuario di pagare le cose secondo il valore che hanno al tempo in cui finisce l usufrutto o di restituirne altre in eguale qualità e quantità (art. 995). Nel godimento della cosa egli deve usare la diligenza del buon padre di famiglia. Inoltre l usufruttuario può: a. cedere il proprio diritto a terzi (nel caso in cui non sia vietato dal titolo costitutivo); b. apportare miglioramenti. Quando il diritto di godimento della cosa sia stato ceduto in affitto a terzi e decada il diritto di usufrutto, questi hanno diritto di utilizzarla fino alla scadenza del contratto ma, in ogni caso, al massimo per altri 5 anni, dopo di che il proprietario ne riavrà piena e totale disponibilità (art. 999). Per quanto attiene i miglioramenti l usufruttuario ha diritto a un indennità per i miglioramenti che sussistono al momento della restituzione della cosa. L indennità si deve corrispondere nella minor somma tra l importo della spesa e l aumento di valore conseguito dalla cosa per effetto dei miglioramenti (art. 985). comunque tenuto a riparare e a sostituire durante l usufrutto le parti che si logorano, in modo da assicurare il regolare funzionamento di macchinari o mezzi soggetti a usura. Se l usufruttuario ha sopportato spese che eccedono quelle delle ordinarie riparazioni, il proprietario, al termine dell usufrutto, è tenuto a corrispondergli una congrua indennità (art. 997). Sulla nuda proprietà gravano comunque degli oneri, sia di tipo economico sia di natura fiscale; infatti le riparazioni straordinarie sono a suo carico così come le imposte che gravano sugli immobili. In ogni caso però l usufruttuario dovrà pagare al proprietario gli interessi sulle somme pagate (artt. 1005 e 1008). 1.1.1 Quesiti estimativi. Il quadro normativo descritto ha posto in evidenza che l usufruttuario può cedere il suo diritto ad altri, sia pure in modo non perpetuo. Del resto, nulla vieta che il proprietario possa cedere la nuda proprietà ad altri. Infine va considerato che l usufruttuario ha diritto a essere risarcito di parte delle migliorie apportate al bene. M04_Stime_Legali.indd 237 M 5/31/18 11:10 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini