1.2 Uso e abitazione

e à idi il tti o a el mi di a ae a o c- o ia. o il el USUFRUTTO, USO E ABITAZIONE M 239 Indennità spettante a chi ha effettuato un miglioramento su un fondo altrui. La legislazione vigente disciplina in vario modo l indennità spettante a colui che ha eseguito dei miglioramenti fondiari su un fondo altrui. Può accadere infatti che l affittuario, il mezzadro, l usufruttuario o l enfiteuta abbiano realizzato degli investimenti fondiari al fine di aumentare il proprio reddito nel periodo in cui sono stati in possesso del fondo. Tali investimenti possono essere ancora presenti al momento della riconsegna del fondo al proprietario e quindi si porrà il problema dell indennizzo che il proprietario dovrà corrispondere al possessore. Al riguardo è importante precisare preliminarmente i concetti di speso e migliorato . lo speso. Per speso si intende la somma di tutte le spese (implicite o esplicite) sostenute per effettuare un miglioramento. Lo speso non corrisponde però ai costi effettivamente sostenuti dal possessore, bensì alla somma che dovrebbe sborsare al momento della riconsegna del fondo un imprenditore ordinario per realizzare l investimento stesso. Si tratta, in altri termini, di determinare il cosiddetto costo di riproduzione, cioè quanto spenderebbe ora un imprenditore ordinario per effettuare il miglioramento fondiario. il migliorato. Per migliorato si intende la differenza tra valore del fondo al momento della riconsegna e valore che avrebbe alla stessa data qualora il miglioramento non fosse stato realizzato. Ovviamente, la variazione considerata deve dipendere esclusivamente dalla miglioria effettuata. Il confronto può essere realizzato determinando il valore del fondo con procedura diretta e indiretta. In generale all affittuario (anche nel caso di risoluzione anticipata del contratto), al mezzadro e all enfiteuta spetta un indennizzo pari al migliorato. All usufruttuario, o ai suoi eredi, spetta invece un indennità pari al minore importo tra lo speso e il migliorato. Oltre a queste situazioni, che trovano una specifica definizione nell ambito del codice civile (artt. 985 e 976) e della legislazione sui patti agrari (legge n. 203 del 1982), il codice civile fornisce anche indicazioni di carattere più generale distinguendo la posizione dei possessori da quella dei non possessori . Precisato che il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un attività corrispondente all esercizio della proprietà o di altro diritto reale (art. 1140), nella determinazione dell indennizzo spettante al possessore vengono distinte due situazioni (art. 1150): m iglioramenti effettuati in buona fede: al possessore va corrisposta una somma pari al migliorato; m iglioramenti effettuati in mala fede: al possessore va corrisposta un indennità pari al minore importo tra lo speso e il migliorato. Quando invece le migliorie siano state effettuate da terzi che non hanno alcun diritto sul fondo (non possessori) il proprietario del fondo ha diritto di ritenerle o di obbligare colui che le ha fatte a levarle. Se il proprietario preferisce di ritenerle, deve pagare a sua scelta il valore dei materiali e il prezzo della mano d opera oppure l aumento di valore recato al fondo (art. 936). M 1.2 Uso e abitazione. Chi ha il diritto d uso di una cosa può servirsi di essa e, se è fruttifera, può raccogliere i frutti per quanto occorre ai bisogni suoi e della sua famiglia (art. 1021). Chi ha il diritto di abitazione di una casa può abitarla limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia (art. 1022). M04_Stime_Legali.indd 239 5/31/18 11:10 AM

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini