2.2 Scarico coattivo e bonifica

M 242 ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO - STIME LEGALI 2.2 Scarico coattivo e bonifica. Nel caso in cui un fondo debba far passare le acque in eccesso attraverso un fondo altrui, si applicano le norme previste per gli acquedotti. Secondo il codice civile (artt. 1043 e 1044) il proprietario che intende prosciugare o bonificare le sue terre con fognature, con colmate o altri mezzi ha diritto, premesso il pagamento dell indennità e col minor danno possibile, di condurre per fogne o per fossi le acque di scolo attraverso i fondi che separano le sue terre da un corso d acqua o da qualunque altro colatoio. L indennità va determinata secondo le indicazioni viste per la servitù di acquedotto. anche possibile che il proprietario del fondo servente utilizzi le nuove fognature per lo scarico delle proprie acque a patto che non venga arrecato danno ai fondi oggetto di risanamento idraulico. Dovrà inoltre sopportare le nuove spese occorrenti per modificare le opere già eseguite, affinché queste siano in grado di servire anche ai fondi attraversati, e inoltre sopportino una parte proporzionale delle spese già fatte e di quelle richieste per il mantenimento delle opere, le quali divengono comuni (art. 1045). 2.2.1 Servitù coattiva di appoggio e infissione di chiusa. Ai sensi dell art. 1047 C.C. colui che ha diritto di derivare acque da fiumi, torrenti, rivi, canali, laghi o serbatoi può, se ciò sia necessario, appoggiare o infiggere una chiusa alle sponde, con l obbligo di pagare un indennità e fare e mantenere le opere occorrenti a preservare i fondi da ogni danno. Nella derivazione e nell uso delle acque occorre evitare, tra utenti superiori e inferiori lungo il fiume, ogni reciproco pregiudizio che possa provenire dallo stagnamento, dal rigurgito o dalla diversione delle stesse (art. 1048 C.C.). 2.3 Passaggio coattivo. Quando un fondo sia circondato da fondi appartenenti ad altri e non possa procurarsi facilmente l accesso a una pubblica via, ha diritto a richiedere il passaggio per un fondo altrui (art. 1051). Il tracciato deve essere individuato in modo da arrecare il minor danno possibile. Le stesse disposizioni si applicano anche quando un eventuale passaggio debba essere ampliato per favorire il passaggio dei mezzi necessari alla coltivazione. Sono esenti dalla servitù le case, i cortili, i giardini e le aie a essi attinenti. Le procedure da seguire per la stima dell indennità sono quelle descritte per la servitù da acquedotto (art. 1038). Quando però, a seguito di alienazione o di divisione, un fondo rimanga intercluso, il proprietario ha diritto a ottenere il passaggio dall altro contraente o dagli eredi, senza pagare alcuna indennità. Se per qualche ragione la servitù di passaggio cessasse di essere necessaria, il proprietario del fondo servente potrebbe richiedere la revoca della servitù. In questo caso sarà tenuto alla restituzione dell indennità ricevuta, eventualmente ridotta, su disposizione dell autorità giudiziaria, in ragione della durata e del danno patito. (Cass. Civ., Sez. II, sent. n. 18859, del 7/8/2013) La servitù di passaggio costituita per usucapione ha natura di servitù volontaria; pertanto, ai fini del relativo acquisto, è irrilevante lo stato di interclusione del fondo, dovendosi prescindere dai requisiti per la costituzione e il mantenimento della servitù di passaggio coattivo, desumibili dagli artt. 1051, 1052 e 1055 C.C., che regolano detto istituto. M04_Stime_Legali.indd 242 5/31/18 11:10 AM 2 z ( d s le d 2 p fu ta c I. II II IV V V V l d d b p c

SEZIONE M
SEZIONE M
ECONOMIA, POLITICA AGRARIA, ESTIMO
Le nozioni di Economia politica devono essere note a chi si occupa del settore produttivo aziendale agrario e della sua organizzazione e analisi, e nel contempo rappresentano la base sulla quale sono sviluppati e approfonditi gli insegnamenti di Economia agraria, Politica agraria e più in particolare Estimo, disciplina che rappresenta il quadro d’insieme che finalizza, in maniera compiuta, la professione del Dottore Agronomo. Tali insegnamenti devono considerare le peculiarità del settore agrario, proprio per le caratteristiche dei suoi processi produttivi legati ai cicli biologici e influenzati dall’andamento climatico stagionale; questi aspetti differenziano la produzione agraria dalla produzione industriale – che viceversa non conosce limitazioni di questo tipo e obbedisce a regole di natura più matematica – imponendo conoscenze intrinseche ai processi produttivi al fine di minimizzarne le discontinuità e massimizzare le rese di lavoro e capitale investito.Conoscenze, a volte ancora più specifiche, devono essere acquisite per molti indirizzi professionali (es. florovivaismo e orticoltura protetta; gestione degli ambiti tecnologici applicati; analisi e orientamento al mercato…), con l’approfondimento delle specifiche fisionomie tecnico-economiche che rappresentano una realtà diversa da quella tradizionale, sia per la tecnologia impiegata sia per gli investimenti di capitale.In tutti i casi, l’analisi economica deve prendere in considerazione sia l’aspetto fisico e organizzativo dei beni sia i valori di tutti gli aggregati patrimoniali, perché essi incidono non solo su costi e ricavi, ma anche sui rapporti che intercorrono fra gli stessi aggregati.Le informazioni che scaturiscono dalle risultanze della gestione dei processi diventano fondamentali, perché consentono di esprimere giudizi di convenienza sul lavoro svolto e di programmare quello futuro, sia pure con i limiti imposti dal settore produttivo specifico.Inoltre, vanno considerati gli interventi definiti dalla Politica Agricola Comune (PAC), comprese le sfide economiche, ambientali e territoriali, le misure di sostegno per l’agricoltura biologica e la politica della qualità. Alle conoscenze teoriche vanno poi affiancati interventi pratici (la vita della dottrina) derivanti dai diversi ambiti, attività, e realtà aziendali in cui si opera.È quanto viene affrontato e analizzato in questa Sezione M del Manuale dell’Agronomo, unitamente agli aspetti più peculiari e normativi della Professione, orientata alla migliore e logica valutazione dei beni (dei loro aspetti economici) e dei processi organizzativi, produttivi e distributivi, considerati non solo riguardo ai singoli settori di produzione specifica, ma anche ai contesti operativi ambientali e agroterritoriali più in generale.Coordinamento di SezioneReda Edizioni, Michele BagliniRealizzazione e collaborazioniMichele Baglini, Chiara Bartolini, Pietro Belli, Luigi Casanovi, Giovanni Battista Cipolotti, Stefano Cosimi, Gianluigi Gallenti, Gianni Guizzardi, Stefano Oggioni, Aldo Pollini, Mario Prestamburgo, Giancarlo Quaglia, Vittorio Tellarini, Tiziano Tempesta, Domenico Ugulini